55° Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali

55° Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali
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Per la 55ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra domenica 16 maggio, Solennità dell’Ascensione del Signore, Papa Francesco ha inviato il messaggio "Vieni e vedi    (Gv 1, 46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono".

Il tema trae spunto dalle parole stesse di Gesù quando ai primi discepoli che vogliono conoscerlo, dopo il battesimo nel fiume Giordano, Gesù risponde: «Venite e vedrete» e, come annota il Papa, «invitandoli ad abitare la relazione con Lui».  Nel messaggio si legge poi che «oltre mezzo secolo dopo, quando Giovanni, molto anziano, redige il suo Vangelo, ricorda alcuni dettagli “di cronaca” che rivelano la sua presenza nel luogo e l’impatto che quell’esperienza ha avuto nella sua vita: «Era circa l’ora decima», annota, cioè le quattro del pomeriggio (cfr v. 39). Il giorno dopo – racconta ancora Giovanni – Filippo comunica a Natanaele l’incontro con il Messia. Il suo amico è scettico: «Da Nazaret può venire qualcosa di buono?». Filippo non cerca di convincerlo con ragionamenti: «Vieni e vedi», gli dice (cfr vv. 45-46). Natanaele va e vede, e da quel momento la sua vita cambia».

La Chiesa, fin dal Concilio (il decreto sugli strumenti della comunicazione sociale "Inter Mirifica" è del 4 dicembre 1963), ha mostrato d'avere attenzione per un settore tanto importante, ma anche tanto delicato, qual è quello della comunicazione. 

La stampa, il cinema, la radio, la televisione e più recentemente i social media, proprio perché in grado di influenzare non solo i singoli individui, ma l'intera società, sono studiati e seguiti dalla Chiesa, la quale ne riconosce l'utilità se usati per promuove l'uomo, ma dei quali vede il pericolo e i danni se male adoperati. 

Se il compito del credente è quello di allenarsi a guardare (e di fruire) questi mezzi con occhi sempre più disincantati, ancor più vigile e onesto deve essere l'ufficio di chi, per professione, li costruisce e maneggia. 

La comunicazione che raccomanda la Chiesa è quella di far crollare gli steccati tra le persone mettendole, appunto, in comunicazione tra loro. Ciò che quotidianamente ci propongono i radiogiornali, i telegiornali, i giornali, per non parlare dei social network, sono invece notizie troppo spesso divisive, diaboliche, che provocano rivalità tra le persone. Ecco il messaggio "Vieni e vedi" è l'invito a discernere, tra le tante informazioni da cui siamo quotidianamente assaliti, quelle utili a migliorarci e quelle destinate ad appesantire la nostra esistenza... È un'accorata esortazione a verificare (vedere in profondità, appunto) e a non subire passivamente ciò che ci propone il variegato mondo della comunicazione in cui siamo immersi.

Alberto Comuzzi