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Fukushi Ito – Luce, Spazio, Tempo

Si inaugura il 20 novembre a Varese, Battistero di Velate, la mostra “LUCE, SPAZIO, TEMPO.” dell’Artista giapponese Fukushi Ito, a cura di Carla Tocchetti e Virginia Monteverde: una installazione di opere luminose, realizzate con computer drawing su film trasparente e sfere d’acciaio, che rappresenta il punto di arrivo di una lunga ricerca dell’Artista, dedicata allo scrittore Yukio Mishima (1925-1970). E’ infatti decennale il percorso, durante il quale Fukushi Ito ha sviluppato, attraverso la sperimentazione di linguaggi, materiali e nuove tecnologie, i temi del celebre scrittore militante, realizzando opere di grande impatto visivo ed emotivo. L’ installazione è stata esposta nel 2022 a Venezia nel periodo della Biennale.  Attraverso una sperimentazione sulla figurazione, sui materiali, sulla composizione e i linguaggi dei nuovi media, Fukushi Ito indaga il rapporto tra spazialità, temporalità e immaginario culturale, sintetizzando una estetica capace di integrare innovazione e tradizione. Nel suo lavoro i linguaggi del contemporaneo incontrano i materiali dando vita a una dimensione installativa, che attraverso il potere della luce restituisce in metafora l’emergere della realtà e dell’esistenza. L’installazione fa parte del ciclo “Mishima Code”, una narrazione per immagini tratte dal corpus letterario e biografico di Mishima, figura mitologica del Novecento, che ha incarnato senza risparmio le contraddizioni del proprio Paese, radicato nella tradizione eppure incline alla contaminazione.   “Concludiamo la programmazione 2022 al Battistero di Velate testimoniando ancora una volta il nostro impegno a creare eventi di interesse internazionale e aderire ai principi della sostenibilità ambientale. Il nostro infatti sarà un messaggio di rispetto per l’ambiente in un momento di crisi energetica: nelle aperture sarà azzerato l’utilizzo di luci ambientali, coinvolgendo il pubblico in una esperienza intensa e particolare, limitata sole a due ore al giorno al momento del tramonto” aggiunge la curatrice Carla Tocchetti. La mostra è realizzata al Battistero di Velate in collaborazione con Comunità MAMI, e con MAIIIM Centro internazionale d’Arte Contemporanea Multimediale di Genova (prossimo all’apertura) e Etherea Art Gallery di Genova, con l’Associazione Segreta Isola di Como, e con il patrocinio del Comune di Varese e dell’ Ordine degli Architetti e Paesaggisti della Provincia di Varese. La manifestazione sostiene la raccolta fondi per il futuro progetto di restauro del Battistero di Velate.   La mostra LUCE, SPAZIO, TEMPO. sarà inaugurata al Battistero di Velate in piazza Santo Stefano a Varese il giorno 20 novembre alle ore 16 alla presenza dell’Autrice e della curatrice genovese Virginia Monteverde. Sarà predisposto un servizio accoglienza dalle ore 15 presso il Teatro Oratorio di Velate, sempre in piazza Santo Stefano. All’inaugurazione consigliamo di prenotarsi tramite Eventbrite.   La mostra LUCE, SPAZIO, TEMPO. sarà visitabile fino al 5 dicembre 2022 nei seguenti  Orari: dal giovedì al venerdi dalle 16 alle 18, ingresso gratuito.  Per info, gruppi o visite personalizzate: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Fukushi Ito nata nel 1952 in Giappone, laureata alla Tokyo University of Art, dopo aver conseguito nel 1980 la laurea specialistica, si trasferisce in Italia, prima a Firenze e poi a Milano dove attualmente vive e lavora. Dal 1980 al 1982 ha viaggiato a lungo in tutta Europa per conoscere il patrimonio artistico e culturale occidentale, e successivamente ha iniziato la sua attività di Artista. Con la sua prima personale a Venezia nel 1983 ha inaugurato una prestigiosa carriera che conta ad oggi circa 50 personali e 250 collettive, realizzate in musei, location istituzionali, gallerie private e rassegne in diversi paesi tra i quali Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Austria, Danimarca, Svizzera, Irlanda, Croazia, Slovenia, Ungheria; Stati Uniti, Russia, Cina, Israele, e naturalmente Giappone. Nel 2014 è stata insignita con la Medaglia d’onore con il Dark Blue Ribbon dall’Imperatore del Giappone. Biografia

Fukushi Ito – Luce, Spazio, Tempo

I poveri non si contano: 7 novembre, giornata diocesana Caritas

Io non li ho mai contati i poveri, perché non si possono contare: i poveri si abbracciano, non si contano. Mi piace partire da questa provocazione di Don Primo Mazzolari che è riportata al termine del messaggio di Papa Francesco per la V giornata mondiale dei poveri, testo dal quale ho tratto a piene mani questa riflessione che condivido con voi. I poveri non si contano perché non sono numeri, persone astratte, “esterne” alla comunità quasi fossero una categoria a parte. Eppure ci viene spesso di fare dei discorsi su di loro, sulle nuove povertà amplificate dalla pandemia, sulle lunghe file ai centri di accoglienza e di distribuzione, sul fatto che sono aumentati a dismisura e che sono il segno tangibile del peggioramento della nostra qualità di vita. E più li contiamo e più ci spaventano e diventano un peso intollerabile per il nostro sistema economico, per la nostra stabilità. Ma i poveri non sono numeri: hanno un volto e un nome. Si chiamano Luigi, Annamaria, Amina, Amhed ..., non sono un numero di pratica nei nostri centri d’ascolto o negli uffici comunali. Quindi (sempre citando Don Primo) “vorrei pregarvi di non chiedermi se ci sono dei poveri, chi sono e quanti sono, perché temo che simili domande rappresentino una distrazione o il pretesto per scantonare da una precisa indicazione della coscienza e del cuore”. I poveri non si contano perché contano! Perché i poveri di ogni condizione e latitudine ci evangelizzano, ci rivelano il volto del Padre perché conoscono il Cristo sofferente che si è spogliato di tutto, si è fatto povero per la nostra salvezza. C’è un legame inscindibile tra Gesù, i poveri e l’annuncio del Vangelo: è in loro che lui rimane con noi, che lo possiamo riconoscere. Può essere che non ci piaccia il volto di un Dio così, che preferiamo pensare di incontrarlo nel nostro cuore, nelle nostre preghiere, nelle nostre devozioni condite con un po’ di elemosina. Ma non si scappa: Gesù è l’affamato, l’assetato, il nudo, il malato, il carcerato e i poveri come lui ce lo rappresentano al vivo ogni giorno senza contare che il Regno dei Cieli è per chi è come loro. I poveri ci insegnano ad essere discepoli di Gesù che non accumulano tesori sulla terra per essere liberi da ogni preoccupazione che impedisce di raggiungere la vera felicità e beatitudine e di riconoscere ciò che è duraturo e non può essere distrutto da niente e da nessuno. I poveri non si contano ma ci convertono, ci spingono ad aprire il nostro cuore a riconoscere le molteplici espressioni di povertà e nel manifestare il Regno di Dio mediante uno stile di vita coerente con la fede che professiamo. I poveri ci aiutano ad aprirci decisamente alla grazia di Cristo che può renderci testimoni della sua carità senza limiti e restituire credibilità alla nostra presenza nel mondo. I poveri non si contano ma si abbracciano e questo abbraccio possa radicarsi sempre di più nelle nostre chiese locali e aprirsi ad un movimento di evangelizzazione che incontri in prima istanza i poveri là dove si trovano. Non possiamo attendere che bussino alla nostra porta, è urgente che li raggiungiamo nelle loro case, negli ospedali e nelle residenze di assistenza, per le strade e negli angoli bui dove a volte si nascondono, nei centri di rifugio e di accoglienza... Dobbiamo imparare ad ascoltare seriamente il dolore e la fatica dei fratelli, capire come si sentono, cosa provano e quali desideri hanno nel cuore. Non deleghiamo ad altri quell’abbraccio che oggi possiamo dare noi. I poveri non si contano ma se proprio vogliamo farlo dobbiamo avere il coraggio di dire che i primi siamo noi perché è solo ammettendo la nostra radicale povertà che riusciremo a riconoscerli realmente e a farli diventare parte della nostra vita e strumenti di salvezza. Ci aiuti l’intercessione e l’esempio di Maria, donna di poco conto agli occhi del mondo: grande perché piccola, ricca perché povera, potente perché umile, bella perché risplendente di un Dio che non conta i suoi figli ma li chiama ciascuno per nome, forte di un amore che ha accompagnato il Figlio sotto la croce, ricolma della fecondità dello Spirito che ha reso madre una vergine: madre di Cristo e madre nostra. Stiamo volentieri alla sua scuola ad imparare da lei le ricette giuste, il modo migliore, LO STILE EVANGELICO PER AGGIUSTARE IL MONDO PRATICANDO L’AMORE, PER RIPARTIRE DAGLI ULTIMI SENZA CONTARLI. Suor Maura

I poveri non si contano: 7 novembre, giornata diocesana Caritas

Color Vibrante | Piero Cicoli al Battistero di Velate

Si inaugura nel secondo finesettimana di ottobre a Varese al Battistero di Velate e in contemporanea a Como presso The Art Company, una mostra “diffusa” di Piero Cicoli (Urbania 1939 – Varese 2016) intitolata Color Vibrante a cura di Carla Tocchetti e con la collaborazione della Famiglia che ne cura l’archivio.  Autore eclettico e sensibile, Piero Cicoli ha lasciato una eredità importante in termini di sperimentazione, produzione e didattica, a testimonianza delle tensioni del mondo dell’Arte alle soglie del nuovo Millennio. La scelta di introdurre l’Artista con una doppia esposizione permette di coinvolgere le due città Lombarde dove Cicoli è stato Docente, Varese e Como, ampliando la presentazione degli eccellenti risultati raggiunti negli anni della maturità con i medium materici prediletti: ceramica e maiolica, oli e acrilici su tela. “Artista di solide basi, ascrivibile tra gli ultimi Maestri del Colore italiani, Cicoli ha consacrato il suo impegno al raggiungimento dell’equilibrio perfetto e alla fedeltà al cromatismo come valore assoluto, indagato felicemente in una varietà di supporti espressivi dalla tela allo smalto. Nel percorso mostra raccontiamo il rapido e progressivo svuotamento del significato figurativo, legato alla realtà e al momento, che cede via via il passo agli esemplari astratti della maturità. Sono queste opere, dove non comandano più illusione e precarietà, bensì silenzio e essenzialità, ad aprire secondo Cicoli una possibilità nuova, dove l’intervento dell’Uomo Creatore trova ancora spazio” afferma la curatrice Carla Tocchetti.  Il progetto è promosso da Il Battistero di Velate, Comunità MAMI, e The Art Company Como, con il patrocinio di Comune di Varese e dell’associazione culturale Segreta Isola. Biografia dell'Artista Piero Cicoli, pittore, incisore e ceramista, nasce a Urbania, nelle Marche, il 09 novembre 1939. Inizia la sua attività giovanissimo, guidato da Federico Melis, grande ceramista, docente alla Scuola di ceramica annessa all'Istituto di belle arti di Urbino. Proprio qui Cicoli, nel 1961, consegue il diploma di Maestro d’arte in litografia, avendo per maestro l'incisore Carlo Ceci. Dal 1968 al 1971, compie esperienze in Sardegna, insegnando materie artistiche nelle scuole statali e dedicandosi a una continua ricerca pittorica. Alla fine del 1971, Cicoli si trasferisce a Varese dove insegna, fino al 1994, Discipline pittoriche presso il Liceo artistico statale “A. Frattini” e dove, assieme ad alcuni amici artisti conterranei, fonda il Gruppo Montefeltro, un collettivo di autori uniti da una comune origine e da una condivisa riflessione sul linguaggio stesso della pittura. Nel 1985 l'opera di Piero Cicoli viene raccolta in un importante volume monografico, a cura di Egidio Fiorin, con la prefazione di Roberto Sanesi e un'antologia critica che contempla testi di Corrado Leonardi, Carlo Munari, Giorgio Segato e Domenico Cara. Il libro è pubblicato dalle Edizioni d’arte Antico Torchio di Genova. Nel 1989 è invitato dal Comune di Varese, in occasione di uno scambio culturale con l'Unione Sovietica, a partecipare a una mostra di artisti varesini allestita ai Musei civici di Varese e, successivamente, itinerante in diverse città dell'URSS. Dal 1995, Cicoli è titolare di una cattedra di Pittura presso l’Accademia di belle arti “Aldo Galli” di Como, che conserva fino al termine dell’anno accademico 1999. Dal 1965 Piero Cicoli espone in numerose rassegne personali e collettive nelle maggiori città italiane e su invito a Mosca, Casa Centrale dell’Arte; Museo di Baku ( Azerbaigian); Museo di Tblisi (Georgia). Ha inoltre esposto a Tokyo, Osaka, Ginevra, Detroit, Los Angeles, Miami. Tra i tanti critici che si sono occupati del suo lavoro: Silvio Zanella, Chiara Gatti, Raffaele De Grada, Roberto Sanesi, Silvia Cuppini, Giorgio Seveso, Marco Rosci, Renè Terrier, Giuseppe Rosato, Domenico Cara, Ettore Ceriani, Riccardo Prina, Stefania Barile. Piero Cicoli scompare l'11 aprile del 2016 a Varese. L'archivio, custodito dalla Famiglia, si occupa di conservare, valorizzare e promuovere la sua vastissima ricerca. Visita la mostra +

Color Vibrante | Piero Cicoli al Battistero di Velate

Insieme Ingioco!

 

Grazie è una delle parole più utilizzate della lingua Italiana, di quelle che si insegnano ai bambini appena dopo ‘mamma’ e ‘papà’. Ognuno di noi l’avrà ripetuta migliaia di volte nella sua vita: grazie per il resto, per l’informazione, per il sale; ci sono i grazie di cortesia e buona educazione, un po’ automatici e detti sovrappensiero; i grazie formali, talvolta detti senza pensarli davvero, per mantenere i rapporti sociali.  Poi ci sono i grazie detti sul serio, con il cuore più che con le parole.  Quei grazie intesi come plurale di grazia, ”qualità naturale di tutto ciò che, per sua intima bellezza, impressiona gradevolmente i sensi e lo spirito”.  Questo è il grazie che vorremmo dirvi oggi, a nome di tutta la Comunità Educante della nostra Comunità Pastorale.  Grazie a tutti voi che avete contribuito in questi tre anni con qualsiasi somma, dal centesimo lasciato al bar dell’Oratorio, fino alle grandi donazioni.  Grazie a ciascuno di voi ha preso vita il progetto Insieme Ingioco, cuore pulsante della proposta educativa e formativa della nostra comunità.  Grazie a ciascuno di voi abbiamo potuto sostenere progetti educativi rivolti a bambini e adolescenti, mantenendoli anche in questo anno così particolare e difficile. Grazie a ciascuno di voi abbiamo assunto figure professionali che hanno portato passione educativa e nuove competenze a servizio della nostra Comunità.  Grazie a ciascuno di voi abbiamo organizzato incontri di formazione per adulti, corsi per animatori e educatori, laboratori, momenti aggregativi e di festa.  Questo grazie vero, fraterno, di cuore, è anche quello che vorremmo dire al team ‘Raccolta Fondi’, un gruppo di volontari che da tre anni a questa parte ha scelto di donare il proprio tempo e la propria professionalità a servizio della nostra comunità.  Grazie al loro lavoro abbiamo potuto ricevere in questi tre anni il supporto di Fondazione Vismara, che ha raddoppiato ogni centesimo donato da ciascuno di voi per sostenere le nostre proposte educative.  A Fondazione Vismara, ai membri del team Raccolta Fondi, a voi che avete scelto di donare in questi anni, a voi che avete continuato in questi mesi difficili, a voi che continuerete a farlo in futuro, aiutandoci a sostenere il progetto educativo dei prossimi anni: non c’è giorno che non vi siamo grati, ma oggi ve lo volevamo proprio scrivere.  Grazie                                                                      Filippo e Don Matteo

Insieme Ingioco!

Riuso Solidale

Vi segnaliamo una nuova iniziativa: In questo periodo i luoghi di raccolta di oggetti per le persone bisognose sono chiusi, così abbiamo pensato di utilizzare internet, creando un sito che, per ora,  è riservato agli operatori dei centri di ascolto della Caritas del decanato di Varese e agli assistiti della comunità Maria Madre Immacolata, della parrocchia Giubiano e di quella di Sant’Ambrogio. Cogliendo l’insegnamento di Gesù, abbiamo fatto tutto mettendo a disposizione i nostri talenti, senza gravare sui fondi della Caritas.  Se qualcuno vuole collaborare con noi, lo comunichi e ben volentieri lo accoglieremo nel nostro gruppo di lavoro.   RIUSO SOLIDALE “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” - Mt 25,40   CHI SIAMO?  Siamo volontari della Caritas e di “Farsi prossimo”, l’associazione per la pastorale caritativa delle parrocchie di Varese che sostiene la Casa della Carità e, nell’ottica di una esperienza collaborativa, sosteniamo un fecondo interscambio fra chi ha e chi ha bisogno. Crediamo nella pedagogia della condivisione, non ci piacciono gli sprechi, ci piace riutilizzare gli oggetti dando loro una seconda vita, abbiamo grande attenzione per l’ambiente in cui viviamo, ma soprattutto amiamo prenderci cura di chi è in difficoltà. “Contro la cultura dell’indifferenza e dello scarto, prendi una posizione e non restare neutrale: L’indifferenza è complice delle ingiustizie. Siamo tutti fratelli” - Papa Francesco AVETE DEGLI OGGETTI CHE NON USATE, DESIDERATE DONARLI, MA NON SAPETE COME FARE? Entrate nel sito riusosolidale.com Cliccate su DONA Compilate il format Inviate una foto e la descrizione dell’oggetto che desiderate donare Un volontario inserirà la foto nella sezione OFFRO appena possibile Le persone che sono seguite dai nostri centri di ascolto vedranno l’oggetto e lo richiederanno a noi, dopodiché noi vi contatteremo e insieme stabiliremo le modalità dello scambio CHE COSA SI PUÒ DONARE? “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” - Mt 10,8  Piccoli oggetti per la casa e per la persona. Puliti e perfettamente funzionanti: elettrodomestici, piccoli mobili, oggetti e biancheria per la casa, stoviglie, casalinghi, libri, cancelleria, attrezzature sportive, accessori per l’abbigliamento… In caso di proposte relative ad altri oggetti, li proporremo alle associazioni della zona che già si occupano di ricevere questo materiale. Gli oggetti devono essere puliti, in ordine e perfettamente funzionanti, cosi come ognuno di noi vorrebbe ricevere un dono Si gradisce una descrizione accurata dell’oggetto donato L’incontro con chi riceve il vostro dono valorizza il gesto di condivisione: quando possibile vivetelo I volontari non possono ricevere né doni né ricompense Gli annunci verranno inseriti sul sito a discrezione dei volontari Per informazioni scrivete a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riuso Solidale

“Per non tornare indietro, nessuno sia lasciato indietro. La cura della comunità che cura”

 

Buongiorno, il prossimo 12 settembre avvieremo ufficialmente questo nuovo anno pastorale. Viviamo un tempo di incertezza e di grande fragilità, ma dobbiamo essere consapevoli che questo può essere un tempo anche di nuove possibilità: affrontiamo la sfida come occasione favorevole, tempo per scegliere cosa conta e cosa passa, per reimpostare la rotta della vita verso il Signore e verso gli altri, come ci ha sollecitato Papa Francesco nella preghiera del 27 marzo scorso in Piazza San Pietro. Quest’anno abbiamo pensato una formula diversa per il consueto convegno delle Caritas decanali, più rispettoso per la salute di tutti secondo le vigenti disposizioni e per favorire la più ampia partecipazione possibile, senza però sacrificare la profondità della riflessione. Questo il titolo del convegno:  “Per non tornare indietro, nessuno sia lasciato indietro. La cura della comunità che cura”. Saremo aiutati nella riflessione da Fr. Luca Fallica e dal prof. Ivo Lizzola. Questa la modalità di svolgimento: - Iscrivendosi al convegno, compilando il form che trovate al link sotto riportato, riceverete una e-mail con le indicazioni utili per visionare i tre video di approfondimento messi a disposizione dai relatori. Ciò consentirà di avere tempo adeguato per poter riflettere in vista dell’evento del 12 settembre; - Il giorno 12 settembre dalle ore 16.00 alle ore 18.00 circa, webinar con la presenza dei due relatori e del direttore Luciano Gualzetti in diretta sul canale Youtube di Caritas Ambrosiana. Il momento sarà introdotto dalla testimonianza di due responsabili decanali. I due relatori potranno rispondere alle domande dei partecipanti, alla luce dei contributi già visionati. Sarà possibile formulare in anticipo le domande ai relatori compilando un apposito modulo: tutte le indicazioni le trovate nella e-mail che riceverete. Le domande potranno essere registrate fino al 9 settembre, in alternativa dopo quella data potranno essere proposte tramite i commenti durante la diretta streaming. È fondamentale quindi iscriversi per poter ricevere il link di accesso ai contributi predisposti dai relatori e ricevere altresì indicazioni per poter partecipare all'evento live del 12 settembre. Come sappiamo è questo un momento molto importante.Attendiamo quindi le vostre iscrizioni al più presto, invitandovi a guardare i video che sono già disponibili e a prepararsi anche con la formulazione di domande che potranno essere poi poste ai relatori il 12 settembre nel corso del webinar. Un’ultima precisazione: se pensate, sempre nel rispetto delle norme vigenti, di organizzare il giorno dell’evento un momento di partecipazione aggregata, fate in modo che le persone che partecipano possano visionare i contributi. Sarebbe anzi cosa buona che ciascun partecipante effettuasse l’iscrizione al link riportato. Con l’occasione vogliate gradire i più cordiali saluti e l’augurio di un buon anno pastorale Il direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti

“Per non tornare indietro, nessuno sia lasciato indietro. La cura della comunità che cura”

Riuso Solidale

“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” - Mt 25,40    CHI SIAMO? Siamo volontari della Caritas e di “Farsi prossimo”, l’associazione per la pastorale caritativa delle parrocchie di Varese che sostiene la Casa della Carità e, nell’ottica di una esperienza collaborativa, sosteniamo un fecondo interscambio fra chi ha e chi ha bisogno. Crediamo nella pedagogia della condivisione, non ci piacciono gli sprechi, ci piace riutilizzare gli oggetti dando loro una seconda vita, abbiamo grande attenzione per l’ambiente in cui viviamo, ma soprattutto amiamo prenderci cura di chi è in difficoltà. “Contro la cultura dell’indifferenza e dello scarto, prendi una posizione e non restare neutrale: L’indifferenza è complice delle ingiustizie. Siamo tutti fratelli” - Papa Francesco Avete degli oggetti che non usate, desiderate donarli, ma non sapete come fare? Proceduta da seguire Entrate nel sito www.riusosolidale.com Cliccate su DONA Compilate il format Inviate una foto e la descrizione dell’oggetto che desiderate donare Un volontario inserirà la foto nella sezione OFFRO appena possibile Le persone che sono seguite dai nostri centri di ascolto vedranno l’oggetto e lo richiederanno a noi, dopodiché noi vi contatteremo e insieme stabiliremo le modalità dello scambio Che cosa si può donare? “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” - Mt 10,8 Piccoli oggetti per la casa e per la persona. Puliti e perfettamente funzionanti.  Elettrodomestici, piccoli mobili, oggetti e biancheria per la casa, stoviglie, casalinghi, libri, cancelleria, attrezzature sportive, accessori per l’abbigliamento... In caso di proposte relative ad altri oggetti, li proporremo alle associazioni della zona che già si occupano di ricevere questo materiale.  Gli oggetti devono essere puliti, in ordine e perfettamente funzionanti, cosi come ognuno di noi vorrebbe ricevere un dono; Si gradisce una descrizione accurata dell’oggetto donato; L’incontro con chi riceve il vostro dono valorizza il gesto di condivisione: quando possibile vivetelo; I volontari non possono ricevere né doni né ricompense; Gli annunci verranno inseriti sul sito a discrezione dei volontari.   Per informazioni contattare: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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55° Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali

 

Per la 55ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra domenica 16 maggio, Solennità dell’Ascensione del Signore, Papa Francesco ha inviato il messaggio "Vieni e vedi    (Gv 1, 46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono". Il tema trae spunto dalle parole stesse di Gesù quando ai primi discepoli che vogliono conoscerlo, dopo il battesimo nel fiume Giordano, Gesù risponde: «Venite e vedrete» e, come annota il Papa, «invitandoli ad abitare la relazione con Lui».  Nel messaggio si legge poi che «oltre mezzo secolo dopo, quando Giovanni, molto anziano, redige il suo Vangelo, ricorda alcuni dettagli “di cronaca” che rivelano la sua presenza nel luogo e l’impatto che quell’esperienza ha avuto nella sua vita: «Era circa l’ora decima», annota, cioè le quattro del pomeriggio (cfr v. 39). Il giorno dopo – racconta ancora Giovanni – Filippo comunica a Natanaele l’incontro con il Messia. Il suo amico è scettico: «Da Nazaret può venire qualcosa di buono?». Filippo non cerca di convincerlo con ragionamenti: «Vieni e vedi», gli dice (cfr vv. 45-46). Natanaele va e vede, e da quel momento la sua vita cambia». La Chiesa, fin dal Concilio (il decreto sugli strumenti della comunicazione sociale "Inter Mirifica" è del 4 dicembre 1963), ha mostrato d'avere attenzione per un settore tanto importante, ma anche tanto delicato, qual è quello della comunicazione.  La stampa, il cinema, la radio, la televisione e più recentemente i social media, proprio perché in grado di influenzare non solo i singoli individui, ma l'intera società, sono studiati e seguiti dalla Chiesa, la quale ne riconosce l'utilità se usati per promuove l'uomo, ma dei quali vede il pericolo e i danni se male adoperati.  Se il compito del credente è quello di allenarsi a guardare (e di fruire) questi mezzi con occhi sempre più disincantati, ancor più vigile e onesto deve essere l'ufficio di chi, per professione, li costruisce e maneggia.  La comunicazione che raccomanda la Chiesa è quella di far crollare gli steccati tra le persone mettendole, appunto, in comunicazione tra loro. Ciò che quotidianamente ci propongono i radiogiornali, i telegiornali, i giornali, per non parlare dei social network, sono invece notizie troppo spesso divisive, diaboliche, che provocano rivalità tra le persone. Ecco il messaggio "Vieni e vedi" è l'invito a discernere, tra le tante informazioni da cui siamo quotidianamente assaliti, quelle utili a migliorarci e quelle destinate ad appesantire la nostra esistenza... È un'accorata esortazione a verificare (vedere in profondità, appunto) e a non subire passivamente ciò che ci propone il variegato mondo della comunicazione in cui siamo immersi. Alberto Comuzzi

55° Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali

Lettera agli amici e sostenitori de "Il Grappolo"

 

 

Masnago, 20 maggio 2020 Carissimi amici e sostenitori de “Il Grappolo”,  dall’inizio di marzo a oggi abbiamo tutti quanti vissuto un lasso di tempo travagliato e difficile, in un obbligato e pesante isolamento, periodo che non è del tutto superato e che ha messo a dura prova la nostra capacità di resistere e di non farci soccombere dalla “NON SPERANZA”. Il Signore però, ancora una volta, c’è vicino. Da che cosa lo abbiamo capito? In questi giorni, di grande tribolazione e di dolore, abbiamo visto un numero incredibile di persone che hanno pensato più agli altri che a se stessi, dedicandosi anima e soprattutto corpo al popolo colpito dal virus, sofferente e morente. Il loro gesto di grande misericordia è stato la testimonianza più vera della presenza di Dio in mezzo a noi ed ha positivamente orientato il pensiero alla speranza. Nel nostro piccolo vivere quotidiano abbiamo sentito, sicuramente, la mancanza del nostro incontro settimanale del mercoledì; ci è mancata la parola saggia e rassicurante dei relatori e dei conduttori, ci sono mancati i saluti e lo scambio di idee con gli amici del Grappolo, ci sono mancati i loro sorrisi e le loro confidenze…… Tristemente qualcuno di noi ci ha lasciato per raggiungere la Casa del Padre; a loro il nostro ricordo accompagnato dalla preghiera, la nostra vicinanza e il nostro sostegno al dolore dei familiari. Avevamo in programma interessantissimi incontri: con l’arte, riguardante uno studio approfondito con la dott. Giuseppina De Maria sulla Via Crucis della Solidarietà della nostra chiesa, opera di Antonio Bottegal; con la storia locale, attraverso la lettura e visione di un libro sul Palace Hotel “Campo dei Fiori”; con la letteratura, con la presentazione di Pirandello fatta dallo studioso, nonché fine dicitore Ubert Stergacic. Sicuramente tali appuntamenti saranno ripresi, non appena possibile. E’ triste non poter chiudere, come in passato, in armonia e con qualche uscita speciale, questo anno mutilato di incontri e condivisione.  Vi vogliamo salutare attraverso questo scritto e augurarvi un’estate tranquilla e serena. Siate fiduciosi e pronti a riprendere il nostro cammino di condivisione, di fede, di riflessione e di gioia, non appena le circostanze e la sicurezza fisica lo permetteranno.  Il nostro saluto oggi ricalca quello proclamato nella S. Messa di Pasqua: “Cristo è risorto ed annuncia un tempo nuovo che aiuti anche gli uomini a risorgere!”. Anche Papa Francesco nei momenti più bui di questa pandemia ha invitato tutti ad essere, nonostante le avversità del momento, annunciatori di vita e non dispensatori di morte. Gesù, che è la luce del mondo, ci aiuti in questo impegno.                                                                          Annamaria e Tommaso

 

Lettera agli amici e sostenitori de "Il Grappolo"