2021: l'amore basta... per riappropriarci di ciò che la pandemia ci ha tolto

2021: l'amore basta... per riappropriarci di ciò che la pandemia ci ha tolto

Quello che stiamo lasciando alle spalle è stato certamente un anno inedito.
Ma se l’inedito dice qualcosa che non abbiamo potuto assaporare come desideravamo o come ci eravamo prefissati 12 mesi fa, d’altra parte ci invita ad un nuovo ascolto, annuncia una novità. Infatti non è che non si oda nulla. Se tendiamo l’orecchio qualcosa non si è mai smarrito. Ma cosa? Da dove ripartire nel nuovo 2021 tanto sospirato?

Mentre riflettevo su cosa chiedere insieme a tutti voi dal primo gennaio in avanti, mi è passato tra le mani l’ultimo lavoro di A. Branduardi: Kyrie (Signore abbi pietà). A prima vista, una canzone insolita per propiziarsi il nuovo anno. Ma essa appartiene, in qualche modo, a quello sforzo di metterci in ascolto della novità. Merita ascoltarla e liberare qualche pensiero.

Sullo sfondo sta il celebre Kyrie della Missa Luba congolese di fine anni cinquanta. Ritmato, gioioso, insolito per un Kyrie. Sopra, invece, si distende un testo che lascia trasparire tutto lo sconcerto di questi tempi: 

Perché lungo è il cammino / quando avanza la sera/ Ed un lume non basta / per portarmi la luce / Tutto il pane non basta / per saziare la fame / Tutta l’acqua non basta / per calmare la sete / E l’amore non basta / per lenire il doloreSe apri gli occhi ora vedi / Prendi fiato e respira / Oltre le ombre cammina / Scopri, conosci ed esplora / Non giudicare, consola / Non ti scordare il perdono / perché lungo è il cammino / quando avanza la sera / e l’amore non basta /per lenire il dolore

È proprio così, sembra che l’amore non basti, che manchi qualcosa effettivamente, che i conti non tornino.

Che strano questo nuovo anno che riparte da qui. Perché ricominciare da qui? Da una resa? Per la liturgia, invece, l’espressione ha un’intensità densissima. È di più dell’umiliarsi di un orgoglio indomito a chieder perdono, senza troppa convinzione. Piuttosto è una richiesta di uno sguardo più ampio, di una visione più profonda che parte da altrove, da ciò che noi non possiamo darci da soli.

È l’invocazione che, non a caso nei Vangeli, fiorisce nel grido dei due ciechi (Mt 9,27); sulla labbra della donna cananea, la straniera lodata da Gesù per la sua grande fede (Mt 15,22); dai dieci lebbrosi, irrimediabilmente estromessi e ai margini del villaggio umano (Lc 17,13). Kyrie eleison, cioè, abbi cura della nostra cecità, della nostra miseria. Sii compassionevole, fa’ che possiamo rimetterci in viaggio! Proprio lungo il cammino, quando avanza la sera, pare di sentire che la luce non basta, che il pane non basta, che l’acqua non basta, che l’amore non basta a lenire il dolore. Non basta ciò che abbiamo. Abbiamo bisogno di più: Kyrie eleison. 

 

Da qui riparto per gli auguri del nostro nuovo anno, a cui chiedo per la nostra Comunità Pastorale:

  • … che nessuno sia lasciato indietro e da solo: il nostro modo di essere Chiesa esprima il volto accogliente verso tutti coloro che ad essa bussano per camminare con loro.
  • … che possiamo ripartire uniti, attaccati ad un progetto di Chiesa che richiede condivisione e compartecipazione… per diventare discepoli credibili e riconoscibili del Signore Gesù.
  • … che ciascuno senta la responsabilità che lo porti a spalancare il cuore e rimboccarsi le maniche per dire: “Tocca a me rendere i prossimi mesi pieni di speranza, grazia e bellezza, per essere segno di positività che scaturisce dal Vangelo”. E allora sì che il Signore “benedice”, ossia assicura il suo proposito e la sua Grazia.
  • … che diventiamo capaci di cambiamenti, creatività e “curiosità” nel percorrere strade nuove per il nostro modo di essere Chiesa in città, e in una città come Varese dove talvolta la voce di Dio viene coperta da altre voci giudicate più urgenti.

 

Allora, il “Kyrie” di Branduardi non vuole esprimere un prostrarci servile, un abbassarci che ci lascia senza dignità. È, invece, la sperata ripartenza, proprio là dove il nostro amore non basta. Per noi, che ci siamo scoperti avere a cuore il cammino delle nostre parrocchie, ripartire dall’amore può diventare non solo una valida alternativa, ma la prerogativa essenziale, perché proprio in questo anno di pandemia ci siamo scoperti così fragili da poter testimoniare che per noi invece...  l’amore basta.

Buon 2021

Don Giampietro