Nei boschi del “deserto”, a Bobbiate, il 16 luglio 1902, 122 anni fa, presso il ruscello Simonina, è stata costruita e consacrata una grotta, dedicata alla Madonna di Lourdes.
L’ha fortemente desiderata la signora Emma Zonda. Era una figura di notevole rilievo a Varese. Parecchie iniziative di intensa solidarietà portano la sua firma. Era una donna intelligente e generosa, sempre pronta ad essere accanto a chi viveva nel bisogno. Non aveva potuto avere figli; forse anche a motivo di questo era molto attenta alle necessità dei bambini. Per essi fece erigere gli asili di Bobbiate e di Biumo Inferiore. Era animata anche da una profonda religiosità. Desiderò promuovere, in onore di Maria, sul suo terreno, un luogo spirituale, accessibile a tutti, dove poterLa venerare.
Desideriamo riflettere su Maria, a partire da questo tesoro che Emma Zonda e i nostri anziani ci hanno lasciato in eredità.

Noi tutti conosciamo l’inizio degli Atti degli Apostoli. Mentre salutano Gesù che sale al cielo, si sentono dire da Lui di non allontanarsi da Gerusalemme ma di attendere per essere prima illuminati e poi accompagnati dallo Spirito Santo. Tra di loro c’è anche Maria. La sua presenza aiuterà la prima comunità cristiana a compiere i passi che Gesù aveva indicato come importanti e necessari. Così ci racconta il testo degli Atti degli Apostoli: “Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.”
S. Giovanni Paolo II ha interpretato così la vicinanza di Maria ai discepoli di Gesù:
“La presenza materna di Maria tra gli apostoli era per loro memoria di Cristo: i suoi occhi portavano impresso il volto del Salvatore; il suo cuore immacolato ne custodiva i misteri, dall’Annunciazione alla Risurrezione e Ascensione al cielo, attraverso la vita pubblica, la passione e la morte. In questo senso si può dire che nel cenacolo è nata la preghiera del Rosario, perché là i primi cristiani hanno cominciato a contemplare con Maria il volto di Cristo, ricordando i vari momenti della sua vicenda terrena. “
Nel nostro cammino di fede occorre allora fermarci per meditare la parola di Dio con gli occhi, con il cuore, con la fede di Maria, ripercorrendo alcuni misteri di Cristo che la vedono coinvolta.
Nei Vangeli, negli Atti degli Apostoli non esistono solo episodi che parlano di Maria nel suo rapporto con Gesù. Esiste una via, un sentiero percorso da Maria.
E noi vogliamo imparare a dare uno sguardo al nostro vissuto di ogni giorno con la luce e l’amore che hanno caratterizzato l’esperienza di Maria: guardiamo a Gesù con gli occhi di Sua mamma. Saremo invitati a spendere la nostra vita secondo le riflessioni che appaiono nel Vangelo.
Don Peppino