Dal cuore della famiglia il respiro della Chiesa

Dal cuore della famiglia il respiro della Chiesa

Ci prepariamo alla ormai imminente festa della famiglia che sarà celebrata domenica 25 gennaio.

La famiglia è scuola di sinodalità per tutti e la Chiesa da questo dono riceve la capacità di vedere in azione l’amore di Dio, che è comunione, nei gesti quotidiani di ciascun membro. 

Ma da quali famiglie è composto oggi il tessuto sociale delle parrocchie che compongono la nostra Comunità pastorale? Che famiglie ho incontrato entrando nelle case a benedire per il Natale o nei racconti di vita del confessionale?

Sono veramente differenti i tessuti famigliari che ho incontrato e che mi consegnano dei vissuti da accompagnare… provo a delinearli.

 

  1. Genitori grati e che affidano a Dio il futuro dei loro figli

Trasmettono il senso di ringraziamento per il dono ricevuto. Chiedono di essere all’altezza della fiducia ricevuta dalla vita per trasmettere loro il bagaglio necessario per camminare con le proprie gambe e affidano al Signore il loro futuro perché scoprano i talenti che ha loro donato e li mettano al servizio di tutti.

 

  1. Nonni che hanno i nipoti nella mente nel cuore

Trasmettono la commozione di sentirsi ancora utili educatori, la saggezza dell’età nell’accompagnare e l’affetto che si trasforma in preghiera quotidiana e costante. Chiedono di poter offrirgli è il loro affetto che si trasforma in preghiera di custodia e affidamento.

 

  1. Famiglie che vivono una forte preoccupazione economica

Trasmettono la preoccupazione perché talvolta l'affanno e il timore per come tirare avanti toglie loro il sonno. Si affidano all'amore che li lega e al senso di responsabilità, per offrire futuro ai figli. Chiedono di non avere un cuore schiacciato da tutte queste preoccupazioni e di trovare un sorriso e una mano tesi in una vicinanza che li aiuta a non sentirsi soli.

 

  1. Famiglie colpite da una malattia

Trasmettono un amore ancora più forte, che sa accogliere i semi che invisibilmente stanno germogliando tra loro regalandogli un nuovo affetto. Chiedono il dono della speranza, capace di guardare al presente e al futuro anche quando la paura crea un muro pensando al domani e la solitudine lo rafforza.

 

  1. Coppie senza figli

Trasmettono una forte dignità della loro vocazione matrimoniale. L'amore grande che Dio ha messo nel loro cuore fatica a trovare la direzione verso cui incanalarsi e soprattutto non capisce il significato di questo vuoto che provano. Chiedono di comprendere come possano coltivare la vita come dono e come possono sentirsi diversamente fecondi verso chiunque bussi alla loro porta.

 

  1. Coniugi con il cuore che si sta allontanando dalla famiglia

Trasmettono la fatica a trovare motivi per fare festa, perché da tempo sembra che la distanza tra loro stia aumentando e i tentativi di dialogo cadono nel vuoto di un gelo che mette i brividi. Il sospetto, il fastidio reciproco, gli equivoci legati alle parole pronunciate aumenta la stanchezza e rischiano di prendere il sopravvento, anche se si vorrebbe ritrovare la bellezza della vita di coppia. Chiedono di essere aiutati a vedere con gli occhi interiori gli spiragli di luce che Dio semina ancora nel loro cammino perché il loro cuore si inaridisca. 

 

  1. Coniugi con il cuore ferito dalla separazione

Trasmettono la difficoltà a vivere feste come quelle della famiglia, così come il Natale, gli anniversari e i compleanni perché il cuore ferito dal naufragio del matrimonio ancora sanguina e rende difficile provare gioia. Chiedono di aiutarli a guardare al futuro con speranza e fiducia verso gli altri, di trovare nuovi equilibri nella vita, con l'aiuto di chi sta loro accanto.

 

  1. Famiglie alla cui tavola una sedia è rimasta vuota

Trasmettono la capacità di scoprire nuove parti di sé stessi e a trasformare il dolore in crescita perché l’amore, quello vero che nasce dal cuore, è la cosa più preziosa che possiamo donare e ricevere: è un’energia capace di trasformare ogni ferita e di portare oltre la paura, verso un livello di vita più autentico e più aperto. Chiedono di essere aiutati nella preghiera a cogliere il dono di una presenza che vive anche nel dolore ed è uno spiraglio di Risurrezione che quotidianamente li accompagna.

 

Quante storie, quante vicende, quanti modi attraverso i quali il Signore mi parla, quante occasioni di incontro che rendono bellissimo il mio ministero sacerdotale… sì, sono proprio un prete fortunato, testimone di doni d’amore grandi… Grazie a tutte le famiglie che mi stanno permettendo di incrociare le loro storie… mi stanno rendendo ricco d’umanità e di fede!

 

don Giampietro