
Conosci Pier Giorgio Frassati
“Anche oggi, la vita di Pier Giorgio rappresenta una luce per la spiritualità laicale. Per lui la fede non è stata una devozione privata: spinto dalla forza del Vangelo e dall’appartenenza alle associazioni ecclesiali, si è impegnato generosamente nella società, ha dato il suo contributo alla vita politica, si è speso con ardore al servizio dei poveri.”
Papa Leone XIV - messa di canonizzazione
Presso "La Cripta" di Masnago in via Petracchi
DOMENICA 6 SETTEMBRE
Ore 17.30 aperitivo e inaugurazione della mostra
ORARI DELLA MOSTRA
Da lunedì 07 a venerdì 11 settembre dalle 17 alle 19
Sabato 12 settembre dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19
Domenica 13 settembre dalle 9 alle 19
Lo scorso anno, il 7 settembre 2025 Papa Leone XIV ha proclamato santi Pier Giorgio Frassati, un giovane dei primi del Novecento, e Carlo Acutis, un adolescente dei nostri giorni, entrambi accomunati da un amore totale a Gesù.
Ma chi è Pier Giorgio Frassati e cosa può insegnarci la sua vita? Nasce a Torino il 6 Aprile del 1901 da una ricca famiglia torinese. Iscrittosi ad ingegneria mineraria, mentre sta concludendo gli studi, muore il 4 Luglio 1925 all’età di 24 anni a seguito di una poliomielite fulminante.
Ma cosa ha reso speciale la sua breve ed intensa esistenza? Pier Giorgio ha incontrato il Signore attraverso la scuola e i gruppi ecclesiali e questo incontro ha determinato tutta la sua vita. L’attrattiva della santità di Pier Giorgio Frassati risiede proprio nella normalità: la sua vita è quella di un ragazzo normale, uno studente universitario normale, un giovane cristiano normale. Pier Giorgio aveva passioni normalissime, era un bravissimo scalatore e sciatore, aveva molti amici e gli piacevano molto gli scherzi. Si era iscritto alla facoltà di ingegneria mineraria del Politecnico di Torino, perché voleva stare accanto ai minatori, che erano allora la categoria di operai più sfruttata e meno protetta.
Colpisce in Pier Giorgio la profonda unità tra la sua vita e la sua fede: ogni aspetto della vita è investito dalla sua fede semplice e gioiosa. Nella discrezione più assoluta Pier Giorgio si spende quotidianamente per soccorrere i più poveri, all’insaputa della famiglia: il giorno dei suoi funerali tutta Torino si stringe intorno alla sua bara, e non solo la Torino ricca e potente della famiglia a cui Pier Giorgio apparteneva: c’era la povera gente, i giovani, i vecchi, i poveri, i derelitti venuti per ringraziare quel giovane che era stato loro amico.
Come ha detto papa Leone XIV nell’omelia della messa di canonizzazione:
“Anche oggi, la vita di Pier Giorgio rappresenta una luce per la spiritualità laicale. Per lui la fede non è stata una devozione privata: spinto dalla forza del Vangelo e dall’appartenenza alle associazioni ecclesiali, si è impegnato generosamente nella società, ha dato il suo contributo alla vita politica, si è speso con ardore al servizio dei poveri.”
La fede dunque spinge Pier Giorgio a non accontentarsi di una vita comoda, e trasforma ogni sua passione in un incontro vivo con Dio e con gli altri: la sua testimonianza ci invita a porci quesiti fondamentali sulla nostra esistenza: chi siamo come persone, chi siamo come cristiani
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La fede dunque spinge Pier Giorgio a non accontentarsi di una vita comoda, e trasforma ogni sua passione in un incontro vivo con Dio e con gli altri: la sua testimonianza ci invita a porci quesiti fondamentali sulla nostra esistenza: chi siamo come persone, chi siamo come cristiani
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Vivere il Vangelo fino in fondo è possibile, e per un battezzato doveroso; i santi come Pier Giorgio poi ci aiutano a capire meglio cosa voglia dire essere cristiani, essere santi, ci aiutano a cogliere il significato vero di queste parole.
