Le tre venute del Signore Gesù

Le tre venute del Signore Gesù

Prendo lo spunto per questa riflessione sull’Avvento dai “Discorsi” profondi di un santo, abate e dottore della Chiesa: “Noi conosciamo tre venute del Signore: presso gli uomini, negli uomini, a giudizio degli uomini. Egli viene presso tutti indistintamente, ma non ugualmente in tutti e nel giudizio di tutti. Il primo e il terzo avvento sono noti, in quanto manifesti; il secondo, invece, è spirituale e nascosto” (San Bernardo).

Il primo Avvento: “presso gli uomini”
Nel Credo diciamo: “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo”. È il mistero del Natale di Gesù, che sceglie con umiltà il luogo della sua nascita e, soprattutto, sceglie, grazie al “sì” della giovane donna Maria, di essere concepito per opera dello Spirito Santo e di nascere da un grembo umano: “Così, colui che aveva creato l’uomo a propria immagine e somiglianza, diventato uomo, si fece riconoscere dagli uomini” (San Bernardo).

Il primo Avvento ci invita a entrare con semplicità nel mistero del Natale per celebrare la memoria della sua nascita al mondo. Gesù ci raccomanda l’umiltà, che nella sua vita è diventata realtà viva da Betlemme a Gerusalemme: umile Bambino con i pastori alla Grotta, umile Redentore con il ladrone al Calvario, umile Risorto con le donne al Giardino. La cifra sintetica dell’esistenza di Gesù è l’umiltà: da ricco si è fatto povero, da Dio è diventato anche uomo umiliando se stesso fino alla morte di croce. La scelta di Gesù ci insegna ad essere come l’acqua “umile” cantata da San Francesco: l’acqua è umile perché scende sempre in basso, ma dove passa fa fiorire la valle e il deserto. Per questo non dovrebbe mai mancare l’acqua nei nostri presepi, perché ci ricorda l’umiltà di Gesù e la nostra di discepoli.

Il secondo Avvento: “negli uomini”
L’originalità del testo del santo abate la troviamo in quella che definisce la seconda venuta del Signore: “Il secondo Avvento è spirituale e nascosto e di esso il Signore medesimo dice: ‘Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo onorerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui’ (Gv 14, 23). Beato, Signore Gesù, colui presso il quale dimorerai” (San Bernardo).

La parola di Gesù ci comanda di amarci a vicenda. La dimora di Dio tra gli uomini è quella dell’amore. Chi ama Gesù diventa tempio di Dio, luogo della sua presenza. E anche in noi Padre e Figlio pongono la propria dimora. Per questo è scritto: “Amatevi gli uni gli altri perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio” (1Gv 4, 7). Che bello sapere che Dio vuole mettere su casa in noi e farci diventare tempio di Dio nello Spirito (cfr Gv 14, 26). Se amiamo Gesù e osserviamo la sua parola anche il Padre ci ama: vengono a noi e dimorano in noi. Da Gesù impariamo a entrare con rispetto nella vita delle persone perché Dio abita anche in loro.

Il terzo Avvento: “a giudizio degli uomini”
Nella Messa diciamo di essere in attesa della venuta del Signore, il quale verrà a giudicare, alla fine, tutta l’umanità. È quello che San Bernardo chiama il terzo Avvento. Non devono spaventarci le immagini bibliche di genere letterario apocalittico, che amano esagerare e quasi intimidirci: “Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze, vi saranno fatti terrificanti nel cielo. E gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere. Le potenze dei cieli saranno sconvolte” (Lc 21, 10-11.26). Il linguaggio violento ci vuole indicare solo il desiderio di Dio di distruggere il male, che opprime gli uomini e la terra per aprirli al bene e alla sua attesa. Infatti noi non aspettiamo la distruzione di tutto, ma la venuta del Signore: “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria” (Lc 21, 27).

Un teologo ha attualizzato bene le immagini apocalittiche: “L’universo è fragile nella sua grande bellezza, ma “quei giorni” sono questi giorni, questo mondo si oscura con le sue trentacinque guerre in corso, la terra si spegne avvelenata, sterminate carovane umane migrano attraverso mari e deserti ... Ti sembra un mondo che affonda, che va alla deriva? Guarda meglio, guarda più a fondo: è un mondo che va alla rinascita! Gesù ama la speranza non la paura. Da una gemma imparate il futuro di Dio: che sta alla porta e bussa; viene non come un dito puntato, ma come un abbraccio. La fede ci ripete che Dio è alle porte, è vicino e viene come un abbraccio” (Ermes Ronchi).

La qualità della nostra attesa del Signore

Il tempo di Avvento è un invito a interrogarci sulla qualità della nostra attesa del Signore e sulle qualità della nostra vita spirituale. Allora, domandiamoci: come vanno nella nostra esistenza di 

battezzati: la fede, la preghiera, l’eucaristia, la riconciliazione, la parola di Dio, la carità, il servizio agli altri? Se qualche aspetto della nostra vita va rivisto affidiamoci al Vangelo perché ci indica la strada giusta, che è la nostra conversione! Dunque accorgiamoci delle tre venute del Signore e perseveriamo nel fare il bene con amore, perché nel terzo Avvento il Signore glorioso giudicherà la qualità del nostro amore: “Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore” (San Giovanni della Croce).
Buon Avvento 2021.

Don Francesco