“Ogni vita, all’inizio o alla fine, sia custodita”

“Ogni vita, all’inizio o alla fine, sia custodita”

Domenica prossima la Chiesa italiana celebra la Giornata per la vita. I
vescovi, nel loro messaggio, hanno sottolineato a più riprese il verbo custodire, che hanno proposto nel titolo del loro scritto: “Ogni vita, all’inizio o alla fine, sia custodita”.

LA PAROLA DI DIO.
Il Salmo della Messa del 6 febbraio ci offre una felice espressione: “L’occhio del Signore è su chi lo teme” (cfr Sl 32). Cioè la protezione e la custodia del Signore sono date a chi lo venera, lo rispetta e lo ama anche nei fratelli più deboli, perché Dio si ricorda del bene fatto.
Pure il Vangelo ci parla di custodia nella figura del centurione, che si prende a cuore il suo servo malato e chiede a Gesù una guarigione a distanza: “Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito” (cfr Mt 8). E Gesù, avendo colto una grande fede nel centurione, gli dice: “Va’, avvenga per te come hai creduto”. La cura e la custodia dei fratelli e delle sorelle più fragili, se non lasciati soli, può realizzare grandi cose anche nel nostro tempo!

IL MESSAGGIO DEI VESCOVI.
Vi offro solo qualche frase dello scritto. “Il vero diritto da rivendicare è quello che ogni vita, terminale o nascente, sia adeguatamente custodita. Mettere termine a un’esistenza non è mai una vittoria, né della libertà, né dell’umanità, né della democrazia: è quasi sempre il tragico esito di persone lasciate sole con i loro problemi e la loro disperazione”.
“Il diritto all’aborto e la prospettiva di un referendum per depenalizzare l’omicidio del consenziente, così come alcune manifestazioni di egoismo durante la pandemia nascono da una malintesa affermazione di libertà e da una distorta concezione dei diritti”. E certi “diritti” strozzano la vita!
”La risposta che ogni vita fragile silenziosamente sollecita è quella della custodia. Come comunità cristiana facciamo continuamente l’esperienza che quando una persona è accolta, incoraggiata e sostenuta, ogni problema può essere superato o comunque fronteggiato con coraggio e speranza”.
A questo forte invito dei vescovi ad essere custodi della vita, all’inizio e alla fine, non possiamo rispondere come Caino, dopo l’uccisione di Abele: “Sono forse io il custode di mio fratello?” (cfr Gn ). Credo che la custodia della vita passi dalla cura senza riserve che comunità, famiglie, istituzioni, associazioni, operatori vari e volontari percorrono per proteggere la vita. Non si può che ringraziare chi tiene sempre accesa con cura la speranza nella vita!

L’ESEMPIO DI SAN GIUSEPPE.
Il Papa, citato dai vescovi, ha offerto San Giuseppe come modello di coloro che si impegnano a custodire la vita: “Tutti possono trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà” (cfr Patris Corde). San Giuseppe pur rimanendo nell’ombra svolse un’azione decisiva nella custodia di Gesù e di Maria.
Pertanto affidiamo a lui la nostra capacità di custodire sempre ogni vita!

Don Francesco