#PieniDiStupore 11: La Chiesa continua a dimorare nello Spirito di Dio

#PieniDiStupore 11: La Chiesa continua a dimorare nello Spirito di Dio

«La comunità dei credenti continua a vivere dello Spirito di Dio, continua a partecipare dell’evento di Pentecoste. Perciò la Chiesa continua a dimorare nello stupore. Come sarà la gente che “dimora nello stupore”?
Tutti i fedeli della diocesi ambrosiana, come tutti i credenti in Cristo, si sentono convocati a sperimentare quell’essere «stupiti e fuori di sé per la meraviglia» (At 2,7) che la folla dalle molte provenienze e dalle molte lingue ha vissuto a Gerusalemme. Dimorare nello stupore è una condizione spirituale che rende leggeri, lieti, contenti: suggerisce che l’esperienza cristiana è una grazia sorprendente. Prima dei doveri da adempiere, prima delle verità da imparare, prima dei problemi da affrontare, prima delle procedure da osservare, la convocazione di tutti i popoli sul monte del Signore è una festa da celebrare, una sorpresa che commuove e trafigge il cuore».

Sono parole del nostro Arcivescovo dalla Lettera introduttiva al documento finale del Sinodo Minore Chiesa Chiesa dalle genti. Lo sguardo ai nostri patroni, la bellezza delle loro vite che possiamo intuire e contemplare nelle immagini sacre che custodiamo nelle nostre chiese, è la bellezza dei credenti stessi. Vogliamo guardare anche a nostri volti e alle nostre vite, alle nostre comunità, ritrovando questo stupore; come dice il nostro Arcivescovo:  l’esperienza cristiana è una grazia sorprendente! 

Lo racconterà bene il video che stiamo preparando e di cui avrete già certamente visto il breve trailer; ma vogliamo raccontarcelo anche attraverso queste pagine di In Cammino da ora e fino alla celebrazione del decennio della nascita della nostra comunità pastorale (febbraio 2021).

Lo faremo proponendovi alcuni testi, alcune domande, alcune provocazioni a cui potrete anche rispondere.

Vogliamo cominciare lanciando per il prossimo mese il tema della PREGHIERA: la relazione con Dio che è anima della nostra fede e della vita di una comunità.
Con voi condividiamo queste tre citazioni che ci paiono provocanti rispetto alle nostre esperienze di preghiera: 


«Non sono un uomo di lettere o di scienza, ma pretendo umilmente di essere un uomo di preghiera. È la preghiera che ha salvato la mia vita. Senza preghiera sarei impazzito da molto tempo. Se non ho perso la pace dell’anima, nonostante tutte le prove, è perché questa pace viene dalla preghiera. Si può vivere alcuni giorni senza mangiare, ma non si può vivere nemmeno un giorno senza pregare. La preghiera è la chiave del mattino e il chiavistello della sera».

Mahatma Gandhi, politico e filoso indiano

«È la voce della Chiesa che si fa sentire nel canto comune. Non sono io a cantare, ma è la Chiesa, e a me è consentito di partecipare a questo canto come suo membro».

Dietrich Bonhoeffer, pastore protestante in Vita comune

«...non è un'evasione fuori dalla storia o un'abitudine alienante che deresponsabilizza l'uomo. La preghiera, infatti, ti spinge a collocarti nella compagnia degli altri uomini e con loro davanti a Dio, per impegnarti in una relazione viva e operativa. […] La tua preghiera responsabile potrà rendere la vita bella a chi ti circonda!»

Enzo Bianchi, monaco in Lettere a un amico sulla vita spirituale

 

 

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