Insieme Ingioco: una comunità che si prende per mano!

Insieme Ingioco: una comunità che si prende per mano!

Era il febbraio 2017. Da pochi mesi avevamo iniziato con un gruppo di laici a lavorare sul progetto di Insieme Ingioco. Non era un passo facile, perché con l'aiuto della fondazione Peppino Vismara si chiedeva a una comunità complessa come la nostra di iniziare a saper gestire bene le sue risorse soprattutto su un aspetto: l'educazione dei ragazzi. Passo dopo passo, guidati da don Nicola, con il supporto di don Mauro e dell'intera diaconia, ci siamo addentrati in una avventura che si poneva l'obiettivo di coinvolgere tutti, nessuno escluso, a partire dai ragazzi, facendo questa domanda: che cosa è per te l'oratorio? 

 

Per questo don Nicola chiese a tutti i ragazzi della nostra comunità di disegnare un logo che potesse rappresentare al meglio che cosa era per loro l'oratorio. A febbraio iniziammo a guardare i disegni: complessi alcuni, altri molto semplici, e foglio dopo foglio scorremmo via, lasciandoci stupire dalle idee che i nostri ragazzi tiravano fuori. E poi ci capitò tra le mani il disegno di Luca: due mani, una un po' più grande e una piccola che si prendono e sullo sfondo una croce. Così spiegò Luca la scelta del suo logo:

«Prima di disegnare il logo per l'oratorio, ho immaginato Gesù e le persone dell'Oratorio che mi danno la mano e mi accompagnano nel cammino della mia vita.

La mano più grande è quella di don Nicola, della catechista Giuliana, di don Matteo, degli animatori, di suor Angela, degli educatori dei Preado, degli allenatori dell'Or.Ma. E di tutte le persone che mi hanno insegnato a vivere rispettando e volendo bene agli altri e aiutandoli se hanno bisogno. 

La mano piccola è la mia. Per me l'oratorio è molto importante perché è un punto dove incontro i miei amici, ci si diverte, si fanno esperienze nuove con le gite, i laboratori, i tornei e si mangia insieme.

Non vedo l'ora che inizi l'oratorio estivo per stare insieme tutti i giorni con i miei amici».

 

Riprendere questo pezzo di storia in un tempo come questo mi commuove, perché il pensiero di Luca interpreta la memoria grata e affettuosa per coloro che ci hanno preso per mano nel nostro cammino ed è respiro di speranza per il domani quando potremo veramente prenderci per mano, di nuovo, tutti insieme. 

E intanto Luca è cresciuto, è in seconda superiore e si sta preparando come animatore dei nostri oratori estivi. Non gli ho mai chiesto effettivamente se queste mani sono state così nel suo cammino, forse non sempre, ma una cosa sono sicuro: le mani di Luca hanno intrecciato una comunità. Le mani di Luca sono le mani dei nostri ragazzi che in questo tempo non hanno smesso di essere presi per mano da una comunità che li ha accompagnati.

Penso alle mani di Giorgio (il nome non corrisponde al ragazzo che sto pensando), che ha visto in questo anno della pandemia una crescita stupenda. Nel precedente oratorio estivo avevamo constato la presenza una possibile forma di autismo, rivelatasi poi accertata. Ebbene grazie alla nostra progettualità educativa abbiamo accompagnato Giorgio non solo con delle attenzioni educative specifiche nell'estate scorsa, ma poi con la proposta continuativa del doposcuola delle elementari in presenza. E dentro a questo accompagnamento oggi possiamo notare già un progresso sia nelle relazioni con gli altri, sia nell'apprendimento scolastico. 

E, guardando la  mano grande che prende questa mano piccola, la prima parola che devo dire è: Grazie.

Grazie agli educatori professionaliFilippo, Stefania, Carla ed Elisabetta per il tempo che dedicano in più e oltre il loro lavoro per la nostra comunità! Grazie per lo sguardo educativo che ci donate, grazie al coordinamento che stiamo vivendo in questi anni con le cooperative Pepita e Intrecci sui nostri doposcuola e sulla attività di Pastorale Giovanile.

 

Grazie ai nostri educatori volontariSara, Francesca, Cesare, Nicolò, Rita, Davide, Edoardo, Alessandro, Matteo, Federica, Matilde, Andrea, Filippo, Alice, Giulia, Alessandra, Giovanni, Michele, Elena, Filippo, Giulia, Elisa, Valentina. Hanno anche loro cercato di accompagnare i nostri ragazzi, più degli altri anni tra videochiamate, laboratori vari, scambi di parole, creazione di momenti di preghiera, condivisioni... Non è stato facile incastrare tempi di lavoro ed esami universitari "impazziti" con questo servizio, anche qualche momento non facile abbiamo vissuto, eppure queste mani non sono mancate, anzi hanno sostenuto i nostri ragazzi e ora li vogliono accompagnare verso nuove strade che l'estate ci riserba!

 

Grazie a tutti i volontari dei doposcuola: chi si è ingegnato con la DAD e chi invece ha voluto aiutare in presenza anche in momenti non facili i ragazzi delle elementari che continuavano il doposcuola in presenza. Grazie perché il vostro servizio è stato prezioso, ed è stato prima che la didattica il servizio dell'ascolto, quello che forse è mancato in questo tempo in altri contesti educativi. Grazie perché vi siete inchinati ad ascoltare e a prendere per mano altre vite, altri figli!

Grazie agli allenatori dell'Or.Ma. e ai volontari degli oratori (bar, pulizie, segreterie): il vostro continuo ripensare il vostro servizio o il mettersi in azione solamente in alcuni momenti dell'anno non è stato un frutto da buttare via, ma ci dice la preziosità che siete, soprattutto una ricchezza umana stupenda che si sente quando manca, quando le occasioni di incontro ci vengono sottratte da forze maggiori.

Grazie alle nostre catechiste: certamente ci scorderemo presto il catechismo a distanza, però anche questa dedizione a trovare nuove vie per annunciare il Vangelo ci parla di una comunità giovane nello Spirito e nel cercare sempre modalità belle per annunciare l'amore di Padre nel Figlio. 

Grazie a chi ha sostenuto e sostiene i nostri progetti: dai genitori, con cui non sono mancati confronti, ai donatori che hanno voluto sostenerci nei progetti educativi, ai gruppi anziani della comunità, a coloro che curano la progettazione economica delle nostre attività. Grazie perché avete creduto nella bontà e nel puntare in alto della nostra progettualità.  

La seconda parola è sogno.  Sì, in questo anno dove tutto sembrava perduto non abbiamo voluto perdere il desiderio di sognare nuove opportunità educative per i nostri ragazzi. Un sogno che non abbiamo voluto trattenere solamente nelle mura delle nostre parrocchie, ma che abbiamo voluto condividere con le scuole del nostro territorio. E da qui è nato il doposcuola elementari di Bobbiate, nel prossimo anno attiveremo il servizio mensa per i doposcuola elementari e medie di Masnago e Bobbiate, ampliando la proposta educativa e la collaborazione nell'accompagnamento dei ragazzi con le scuole da loro frequentate. Abbiamo potenziato l'agire della comunità educante, stiamo rinnovando i passi della formazione di tutti coloro che ruotano come volontari dei nostri oratori, l'iniziazione cristiana desidera avere un nuovo slancio nell'accompagnare le famiglie a un vero percorso di fede più personale e dentro una comunità. 

La Pastorale Giovanile sta conoscendo nuovi modi di lavorare e di pensarsi... insomma i passi in comunità non mancano. E anche la progettazione del prossimo oratorio estivo parla di una comunità educante che non si vuole piegare al minimo, ma che punta ad accogliere, accompagnare le esigenze delle famiglie, a sostenerle nell'azione educativa. I nostri oratori di anno in anno conoscono una grande attenzione al tema dell'inclusione, al tema dell'accogliere tutti i ragazzi, compresi quelli con disabilità, perché ogni ragazzo ha il diritto di sentirsi amato ed accompagnato da una comunità aperta, che gli vuole bene. La formazione degli animatori ha visto una modalità innovativa di lavoro dentro la città, nella sinergia con le parrocchie del decanato. Insomma abbiamo sognato, non ci siamo fermati in questo tempo!

La terza parola è crederci. I nostri progetti già attivi in comunità e tutto quello che abbiamo attivato dal 2017 ad oggi, compreso il coinvolgimento di figure professionali nei cortili degli oratori,  la progettazione dei doposcuola, l'inclusione e l'attenzione professionale ai cammini di pastorale giovanile è stato possibile grazie a chi ci ha sostenuto economicamente in questi anni e grazie a donazioni e offerte varie. Nei precedenti anni la nostra progettualità ha conosciuto l'accompagnamento della Fondazione Peppino Vismara che ci ha educato a saper gestire bene le spese sul campo dell'educazione.

Dal febbraio 2020 questo sostegno economico si è concluso naturalmente, come d'accordi. Ora spetta alle nostre realtà parrocchiali sostenere la progettualità educativa. La lamentazione che potrebbe nascere in qualche parrocchia è a me nota: perché devo sostenere una cosa che non vedo nell'oratorio della mia parrocchia? La risposta è molto semplice: perché tutti i ragazzi, nessuno escluso, delle nostre otto parrocchie vivono una parte della progettualità educativa.

La progettualità educativa non guarda le strutture, ma guarda l'uomo, guarda l'umano. La struttura è funzionale all'umano. Anche questo tempo di pandemia ci sta insegnando proprio questo: investire sul futuro umano, su quel futuro che sono i nostri ragazzi. Puntando a loro possiamo valorizzare veramente le strutture, possiamo dare ad esse nuovi connotati, nuove vocazioni. Ma, a mio parere, il ripiegarsi sull'attaccamento alla struttura senza capire il suo valore per l'umano di oggi e del futuro, porta solo a una sterile chiusura.

Per questo come diaconia vogliamo proporre un gesto comunitario che ci accomuni tutti. Due volte all'anno nella nostra comunità pastorale vogliamo sensibilizzare tutti a questo tema dell'educazione e a sostenere economicamente insieme i progetti educativi per i nostri ragazzi. Le occasioni saranno due: la festa dell'oratorio e la festa della conclusione dei cammini dei ragazzi. 

Partiremo con la prima giornata di sensibilizzazione a questo tema nelle giornate di sabato 29 maggio e domenica 30 maggio rilanciando il senso del progetto Insieme Ingioco con tre azioni:

  • Un videoche troverete sul sito comunitapastoralemami.itche racconta in breve che cosa Insieme Ingioco sta realizzando in comunità.
  • La raccolta delle offerte delle messe a conclusione della Iniziazione Cristianaverrà destinata a sostenere le attività educative.
  • Fuori dalle chiese della comunità ci saranno diverse proposte su come sostenere le iniziative educative della comunità e materiale informativo in più.

Infine, ma non per ultimo, guardo la croce che Luca ha disegnato. Non è una sconfitta quella croce, ma è quella vittoria dell'amore che Gesù quel giorno ha indicato ai suoi discepoli nel vangelo di Matteo: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me (Mt 25,40). Questo è l'amore che ci spinge ad andare avanti, a non avere paura già ora, seppure nella distanza, a prendere per mano e a credere nell'oggi dei nostri ragazzi, nel futuro e nella testimonianza educativa della nostra comunità. Insieme Ingioco non è solo una "questione economica", ma è il desiderio di prendere per mano già da oggi i nostri ragazzi, credere in loro per il dono che sono e sognare con loro un nuovo futuro!

Don Matteo