"Lettera alla Città" incontra i candidati a sindaco di Varese

"Lettera alla Città" incontra i candidati a sindaco di Varese
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Lettera alla Città è una libera aggregazione di cristiani rappresentanti di parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali operanti nella città, che dal 2017 si confronta con le istituzioni cittadine ed i vari soggetti che a diverso titolo e motivo cercano di costruire il “bene comune”, e che dunque oggi guardano alle prossime elezioni amministrative come occasione propizia per lavorare insieme al futuro di Varese.

Tre sono le aree su cui abbiamo sin qui focalizzato la nostra attenzione: educazione, lavoro, accoglienza. Non abbiamo la pretesa di risolvere i problemi, ma vogliamo promuovere la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini, veri attivatori di iniziative sussidiarie e solidali di risposta ai bisogni. 

Invitiamo tutti i candidati sindaco, ad un momento di dialogo e di confronto per il giorno 24/09/2021, alle ore 18.30, che si svolgerà attraverso una piattaforma online per consentire la massima partecipazione di cittadini, considerate le restrizioni di spazi fruibili dovute a pandemia. 

Vorremmo fosse un’occasione di lavoro insieme. 

Porremo delle domande sulle tre aree indicate e chiederemo delle risposte concrete, alla luce della visione politica di ogni candidato nonché indicazioni su quali azioni amministrative ne conseguono.

Non sarà un dibattito tra candidati, ma tra la città e i candidati. 

Vogliamo così aiutarci ed aiutare i varesini a capire meglio cosa credono, sperano, desiderano i candidati e come pensano di dare risposta alle questioni da noi poste.

Lettera alla Città

Tematiche da svolgere

a) LA SFIDA EDUCATIVA

Educazione per noi non significa solo formazione (tecnica, scientifica, ecc.), ma “educare la persona”. Il tema ci interessa perché abbiamo a cuore l’uomo, la crescita armonica e integrale della persona, la formazione della coscienza di sé che si sviluppa nell’apertura alla realtà e al suo significato: un lavoro senza pregiudizi ma guidato dai criteri che si imparano grazie alle relazioni personali costitutive (prima di tutto la famiglia) e che si educano e si rafforzano con le altre relazioni sociali che la persona vive e incontra.

L’educazione parte dalla famiglia, non la deve escludere, piuttosto si deve sviluppare in sintonia con essa.

Sostenere il bene della famiglia costruisce la società del presente e del futuro perché la famiglia è la prima fondamentale risorsa per affrontare in modo critico e costruttivo problemi umani e sociali sempre più diffusi, come la solitudine (non solo degli anziani ma anche dei giovani), la crisi demografica, l’abbandono scolastico e la crisi educativa, la mancanza di senso della vita.

Il progetto educativo/scolastico offerto da numerose realtà presenti in città spesso si scontra con la burocrazia e con ideologie che non mirano all’educazione della persona. Diverse esperienze educative in città raccontano di un metodo che partendo da un’attenzione alla persona (bambino, ragazzo, giovane) ed alle sue vere e profonde esigenze, arriva anche a ottenere elevati risultati scolastici e bassi indici di abbandono. Siamo convinti che la libertà di educazione sia un diritto fondamentale e si realizza pienamente solo attuando una reale parità scolastica.

b) LAVORO

Il lavoro è la fondamentale espressione dell’uomo, della sua dignità, del suo intraprendere il confronto con la realtà, del suo ricercare risposte ai bisogni concreti, del suo costruire legame sociale. 

Per un verso il lavoro manca o è precario, non remunerato e tutelato in modo adeguato, dall’altro spesso mancano lavoratori idonei alle richieste delle imprese, ed è evidente l’esigenza di una riqualificazione delle competenze professionali di fronte ai cambiamenti prodotti dalla digitalizzazione e dall’automazione. 

Gli strumenti di politiche attive del lavoro concentrate nella funzione pubblica non hanno dato i frutti sperati e godono di poca fiducia. Le reti sono essenziali ma gli esempi sono sporadici e fragili. Trovare una occupazione è un lavoro che richiede consapevolezza, autovalutazione, dialogo e relazioni, risorse di cui non tutti i lavoratori sono dotati allo stesso modo. La rete trai i servizi territoriali e le agenzie per il lavoro pubbliche e private, le imprese, il terzo settore, è fondamentale per accompagnare della persona e favorire l’incontro tra domanda e offerta, ma prima ancora è fondamentale un approccio alla persona nella sua globalità.

Inoltre Varese non pare essere più una realtà di richiamo per le imprese, non solo manifatturiere, ma anche del terziario e dell’agricoltura, mentre l’eccesso di vincoli burocratici e la carenza di incentivi deprime l’attrattività del territorio per gli investimenti e l’intrapresa, soprattutto dei giovani.

c) ACCOGLIENZA MIGRANTI E CURA DELLE FRAGILITA' (povertà, malattia, disabilità ecc.)

L’attenzione, la disponibilità, l’offerta di servizi e di aiuti per le persone più fragili e povere, per gli ammalati, gli anziani, i disabili, i migranti sono il segno della realizzazione di una città più umana, accogliente e solidale, aperta. 

Spesso le persone bisognose di cure, accoglienza, sostegno sono abbandonate a loro stesse, così come i parenti, gli amici che si prendono cura di loro e le realtà presenti in città che cercano di offrire la loro solidarietà e il loro aiuto alle persone bisognose.

Accoglienza non significa solo rispondere ai bisogni primari come cibo e casa, ma richiedono conoscenza dei fenomeni e creazione di reali opportunità di inserimento nella vita economica e sociale della città.

Solitudini e bisogni si sono acuite con l’emergenza sanitaria portata dalla pandemia e da tutto ciò che ne è conseguito anche sul funzionamento dei servizi sociali, la rete delle cure intermedie e la medicina di territorio.

d) CITTÀ LUOGO DELL’AMICIZIA CIVICA

La città deve essere luogo di confronto e collaborazione responsabile tra diverse esperienze che vogliono costruire un ambiente di convivenza sociale più accogliente, inclusiva e favorevole alla piena realizzazione di ciascuna persona.

Quindi non città dormitorio o città di individui soli, ma città delle relazioni umane e sociali.

Le scelte dell’amministrazione locale hanno grande influenza e discrezionalità su questi temi e ciò ha notevoli ripercussioni sulla vivibilità della città:

Edilizia -> Case -> abitazioni -> famiglie

Mobilità -> trasporti, strade -> lavoro, scuola

Urbanistica -> servizi infrastrutturali, piani di sviluppo, tessuto urbano -> integrazione centro / periferie -> relazioni sociali

Locandina