“Stavamo pensando di continuare questa «abitudine» di incontrarci alle 6.30 (incontri di Quaresima) anche durante l’anno, con una Santa Messa feriale”.
Quando mi hai inviato questo messaggio, attraverso la voce di don Peppino, non pensavo ti stessi rivolgendo veramente a me.
Mi conosci da tempo e sai quanto, sin dalla giovane età, non abbia mai amato la fioca luce del mattino, preferendole il crepuscolo della sera.
E poi, siamo sinceri, un conto sono gli incontri di Quaresima, che hanno un inizio e una fine certi; un altro è prendere un impegno più assiduo e continuativo (Tu sai, avendoci creato, quanto noi esseri umani si sia restii agli impegni a «lungo termine»).
Ma con l’età le abitudini cambiano e, tutto sommato, quell’invito non era poi così fuori luogo (... e così inaspettato).
E così, messe da parte le scuse (lavoro, famiglia, figli, sonno arretrato), ho cominciato ad esserci, un martedì dopo l’altro; magari non proprio tutti, vuoi per una sveglia non puntata, vuoi per un ritorno di pigrizia giovanile ...ho cominciato ad esserci perché questo appuntamento con te sta diventando importante e necessario.
Non dico che l’incontro che abbiamo ogni domenica, nel tuo giorno, non sia importante.
Dico solo che questo è differente perché rispetto a quella abitudine festosa della domenica, in cui, alla fine, si ha anche il tempo di fermarsi a parlare con calma sul sagrato, il martedì è ormai una consuetudine da vivere con molte altre persone, amici, conoscenti e non (ancora) conosciuti, che si trovano in chiesa a Bobbiate semplicemente per condividerTi con me; che entrano salutandosi con un semplice sguardo, “celebrano” l’Eucaristia in una atmosfera intima, ed escono nel silenzio ...
... in “quell’inconcepibile silenzio in cui parli Tu”.
Anonimo del martedì mattina
PS: (per chi volesse partecipare) ... alle 7 (massimo 7.05 quando capita una Festa importante) ci stiamo già incamminando verso casa o al lavoro! ?