In queste settimane estive, vuoi per il tema del Palio di Masnago, ma vuoi anche per la canzone – tormentone “Ciao Ciao” del gruppo “La Rappresentante di Lista”, è tornata spesso davanti ai miei occhi l’immagine delle mani. Certamente a chi non è cara questa immagine, dopo tutto quello che abbiamo vissuto in questi anni di pandemia? Le mani per me sono state un’immagine forte in questi anni di ministero con voi, i primi anni del mio sacerdozio. E in particolare dentro di me porto due immagini generate da due momenti vissuti con voi.
La prima immagine è quella del Battistero di Casciago. Quante volte con i nostri ragazzi ci siamo recati in quel luogo che per me è diventato rigenerativo e anche luogo per compiere scelte e passi in avanti. Contemplare quel Gesù che strappa Adamo ed Eva dalla bocca del serpente per me è stato importante. Anzitutto perché dal serpente delle mie durezze di cuore, dai tratti della mia storia personale in cui con me stesso non ero ancora riconciliato pienamente, Gesù mi ha tratto fuori grazie alle vostre mani, capaci di incoraggiarmi, ma anche di correggermi con il giusto tono e il giusto peso. Correzioni che non sempre ho accettato e il cui il peso ho capito solamente lungo il cammino. Dall’altra perché in quel gesto ho visto anche tante volte le storie e le vite che il Signore mi ha messo accanto. Certamente riconosco di non essere stato sempre all’altezza del ministero a me affidato e di essere come tutti ancora in cammino. Riconosco che non sempre le mie mani hanno sostenuto il cammino di altri, soprattutto dei giovani che Lui mi ha affidato. Riconosco e chiedo perdono, perché le ferite non si rimarginano solo con belle parole e con preghiere, ma con cuori che si convertono. E anche noi come preti nella nostra umanità siamo sempre chiamati a una conversione perché Lui viva in me. Dall’altra però non posso sottrarmi a rendere grazie, a vivere un atteggiamento eucaristico davanti a questa immagine per i passi di vita che abbiamo compiuto insieme, di fronte anche a tante situazioni e storie difficili, tra cui comunitariamente la pandemia con il suo carico di divisione che ha portato.
La seconda immagine è quella che ho scelto come immagine di saluto. È la tela del presbiterio della chiesa di Bobbiate, tela che rappresenta Gesù che cammina sulle acque e che prende per le mani Pietro, che sta affogando nelle acque del lago. Questa immagine mi riporta alla comunione che abbiamo vissuto tutti, ma proprio tutti, nei giorni più duri del lockdown. Una immagine che ci porta a dire che solo nel credere apertamente a quell’Amore che è il Signore che la nostra vita non affoga nel mare dello smarrimento e della tristezza, ma “risorge” a una vita piena e viva. E qui non posso non rendere grazie a tutti, nessuno escluso perché in questi anni nella comunità e nei rapporti personali non siamo affondati nelle negatività, ma abbiamo colto sempre insieme quella mano che il Signore tendeva per vivere un nuovo tratto di strada insieme. Tratti di cammino che ci hanno portato a rinnovare la nostra fede, a rilanciare le nostre relazioni, a credere che veramente è il Signore con la gioia del suo Spirito che guida i nostri passi e il nostro cammino.
Nostre le mani, tua è la forza. Il motto del Palio di Masnago di questo anno diventa quindi per me il motivo del mio rendere grazie al Signore e del mio chiedere perdono. Lascio questa comunità certamente grato per i passi compiuti, triste per quei passi che non sono maturati insieme o per relazioni che si sono spente. In tutto questo però riconosco come lo straordinario che Gesù mi ha messo nel mio ordinario siete stati voi e la sua continua Presenza. E allora l’invito che vi lascio è proprio questo: non smettete mai di accogliere nella vita quella mano che il Signore tenderà verso di voi. Mano che consola, mano che incoraggia, mano che sorregge, mano che corregge, mano che ti abbraccia. Queste sono le mani che mi hanno accompagnato in questi anni di ministero con voi. E con queste mani, con questa forza che testimonia che lo Spirito veramente agisce nella Chiesa, che io vi affido nella mia preghiera, certo che saprete cogliere i nuovi segni che il Signore metterà lungo il cammino.
Grazie ancora alle parrocchie che ho già salutato e per i presenti che mi sono stati donati. Vi chiederei di non dimenticarvi delle famiglie povere della nostra comunità e della importanza di donare sempre qualcosa per le azioni educative dei nostri oratori, perché gli oratori siano case aperte veramente a tutti, nessuno escluso.
Vivrò ancora in comunità due momenti di saluto. Il primo sarà domenica 28 agosto (oggi), nelle messe delle ore 11.00 ad Avigno e delle ore 18.00 a Bobbiate. E poi domenica 11 settembre nella messa delle 10.30 a Masnago nel contesto del Palio delle sei contrade. Spero di vedervi per un ultimo saluto e un rendimento di grazie davanti al Signore. Con il 2 settembre sera inizierò il mio ministero nelle comunità Appiano Gentile, Veniano, Oltrona di San Mamette, sempre sotto lo sguardo di Maria, ma questa volta “Vergine del Carmelo”. Confido più in là, se lo vorrete e ci sarà possibilità nel calendario “folto” della nostra comunità, in una vostra visita.
Grazie di cuore a tutti e vi auguro buon cammino nel Signore Gesù!