Il senso generale dell’incontro è stato fare in modo che ciascuno di noi si senta pietra viva per la costruzione della comunità: “dobbiamo sentirci pietre vive della comunità e non farci spingere, se ognuno dà il suo contributo particolare ci arricchiamo tutti”.
Costruire il regno deve essere motivo di gioia e non un peso: “l’arcivescovo vorrebbe che quest’anno le comunità valorizzassero la grazia e la responsabilità di essere chiesa; contribuire alla costruzione della comunità deve diventare motivo di gioia, una grazia, e non un peso”.
“E’ fondamentale partire da un pensiero di gratitudine e c’è un forte rischio per la comunità di sentirsi vinti dall’indifferenza che ci circonda. Un’indicazione importante è guardare all’amore gratuito del Signore e prendere esempio da lui. Bisogna abituarsi ad avere un pensiero ricco e preparare il terreno prima di cominciare. Non è cosa semplice, soprattutto tra i giovani, custodire il patrimonio della solidarietà, la gioia dovrebbe essere un habitus”.
Certo il compito di costruire comporta responsabilità e non può essere frutto di facile spontaneismo. Perciò il Consiglio Pastorale pensa a un cammino di formazione coniugato in tre commissioni di lavoro: 1) la formazione degli adulti 2) il mondo oratorio 3) la liturgia. Una attenzione particolare verrà posta sulla famiglia, anche per sottolineare il 5° anniversario della pubblicazione dell’Amoris Laetitia e la ricorrenza della Giornata mondiale della famiglia. Le tre commissioni si sono costituite alla fine del Consiglio e hanno cominciato a lavorare.
Sempre nell’ottica della formazione il Consiglio ha definito i prossimi incontri di formazione adulti:
14/10: Gli amici di Gesù: un difficile cammino di consapevolezza.
21/10: “Mi hanno odiato senza ragione”: resilienti dentro il mondo e le contraddizioni.
04/11: “Lo spirito vi guiderà”: imparare un modo diverso di stare al mondo.
11/11: “Ti chiedo che tu li tolga dal mondo, ma...” I desideri di Cristo e la vita eterna.
E se qualcuno potrebbe pensare che questa responsabilità sia troppo “pesante” e talvolta ci sembra di essere sballottati dentro un gigantesco frullatore, ascoltiamo la testimonianza di chi ha vissuto questa situazione: “Quanto impegna preparare le feste della parrocchia, dove i giorni precedenti l’inizio ti senti come dentro un frullatore per la quantità di cose da fare, ma si forma anche un ambiente famigliare. Se sei unito nel tuo cuore a quello che ti accade, ti senti molto più lieto a prescindere da quello che accade”.
Quindi predisponiamoci a costruire l’edificio della comunità. Con gioia, senza la sensazione opprimente di un peso da portare, senza la sensazione di essere soli, ma inseriti in un circuito di formazione.