47 Palio delle 6 contrade di Masnago

47 Palio delle 6 contrade di Masnago

Educare alla speranza
significa educare
alla vita e alla gioia

 

Quello che abbiamo voluto assumere come tema per il palio delle contrade di quest’anno è il binomio “gioia -speranza”.  Due aspetti della vita che riteniamo importante vadano a braccetto. Uno degli insegnamenti più forti che io personalmente ho tratto da Papa Francesco è stato quello che il cristiano non anestetizza il dolore, neppure quello più grande che fa vacillare la fede, e non vive la gioia e la speranza come fosse sempre carnevale. 

«una gioia senza speranza è un semplice divertimento, una passeggera allegria». E «una speranza senza gioia non è speranza, non va oltre un sano ottimismo».

Educare alla speranza significa educare alla vita e alla gioia. Educare alla speranza è dare significato a tutto ciò che siamo, che facciamo, in cui crediamo.

Educare alla gioia significa educare i figli a gustare le realtà più belle della vita nel modo più profondo e alto possibile.

E qui vengo ad un passaggio ulteriore circa la speranza: sperare solleva, guarisce, ci aiuta a rendere possibile l’impossibile. Ma, per esprimersi, la speranza, deve trovare uno spazio concreto. Quello in cui viviamo.

È suggestivo come in ebraico “speranza” si dica con la parola che indica “corda”. “filo”. Sperare significa pensare che una corda metta in relazione il mio essere con quello di qualcun altro, che un filo leghi gli avvenimenti apparentemente caotici che avvengono nella realtà in cui vivo.

La speranza è credere che dall’altro capo della corda c’è qualcuno che la regge. La disperazione, al contrario, è credere di essere soli a reggere la corda. E da questo dipende tutta la nostra vita, tutta la realtà in cui viviamo: quando morirai avrai vissuto come terra di speranza o come terra disperata?

Proprio per questo oggi respiriamo tanto disagio intorno a noi: perché invece che imparare dalla realtà, invece di amarla con tutto quello che c’è, noi scappiamo. 

Si ha paura di fermarsi, di guardarsi in faccia, di accettare i momenti di vuoto, di ascoltarci. 

La speranza ha bisogno della realtà per esistere. Non ci si innamora mai di un’idea, ci si innamora di ciò che esiste, di ciò che tocco, che respiro, che sogno.

La speranza, come l’amore, è concreta, ha bisogno della volontà. Sperare è una decisone, non una percezione. Decido di sperare, non lascio che accada.

Ecco allora il messaggio che intendiamo trasmettere quest’anno:

  1. Messaggio gratuito: tu uomo hai ricevuto una chiamata; perché se perdi dell’oro potrai ritrovarlo, ma se perdi un’occasione, non potrai ritrovarla…diamo speranza all’uomo di oggi comunicando che ci sono ancora motivi per far festa.
  2. Vivere: infinito presente; ciascuno nel proprio presente si senta chiamato a costruire qualcosa di grande perché noi non siamo ancora stanchi di vivere.
  3. Chiedimi se sono felice; perché io non aspetto altro che rendere partecipe anche te di quel gusto della vita che ho incontrato.

Ci vediamo al Palio quest’anno? Forse la nostra gioia farà correre anche te verso una nuova resurrezione

don Giampietro

A cosa mi aggrappo?


Il messaggio di questo anno di grazia giubilare è ben chiaro, basta guardare il logo: la proposta di salvezza è abbracciare (insieme) una croce.
Una croce un po’ particolare: si prolunga, nella parte inferiore, con un’àncora che affonda nel mare della vita.
Nella tempesta, l’àncora è ciò che garantisce di non essere in balìa delle onde. Essa offre una speranza di salvezza nelle vicissitudini della vita.
Ma come può una croce - la croce di Cristo - simbolo anche di sofferenza, offrire speranza?
Per noi cristiani, il buio della croce è il preludio alla luce della risurrezione di Cristo.
Papa Francesco, nella bolla di indizione del Giubileo (che invito tutti a leggere), traccia il cammino da
seguire per questo anno speciale.
Egli stesso, con la sua testimonianza di fede vissuta e condivisa fino all’ultimo istante, è stato per noi un maestro di speranza. Non si è mai arreso, non è mai arretrato di fronte alle vicende tristi del nostro tempo, riproponendo sempre, come unico vero messaggio di speranza e di salvezza, Cristo morto e risorto.
Anche noi, nel nostro piccolo spazio di luoghi e di tempi del Palio, desideriamo proporre e realizzare
insieme un passo del cammino di speranza di questo anno giubilare, per imparare ad abbracciare sempre più la vera àncora di salvezza.

Buon Palio a tutti.

Alessandro Montalbetti - Coordinatore Palio

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