8 Novembre - giornata nazionale dei poveri

8 Novembre - giornata nazionale dei poveri

“IO HO VISTO IL MARE”

In questa giornata dei poveri mi viene in mente il racconto di un poeta slavo che, essendo nato in alta montagna, da piccolo aveva il grandissimo desiderio di vedere il mare. I suoi genitori, che non erano ricchi, fecero di tutto per realizzare questo suo grande desiderio e finalmente un giorno si poterono permettere il viaggio per andare al mare. Arrivato alla spiaggia il ragazzo si sedette assorto in contemplazione, stette a lungo a guardare e poi si girò verso i genitori con gli occhi colmi di lacrime e piangendo ripeteva: “Io non vedo il mare!“. I genitori sconfortati lo portarono in una locanda lì vicina per mangiare qualcosa prima di ripartire e mentre aspettavano entrarono marinai e pescatori di rientro da una lunga giornata di fatica. Il ragazzo guardò a lungo i loro occhi stanchi e i solchi del vento e del sale sui loro volti, eccitato esclamò: “Ora ho visto il mare!“.

La verità di ogni cosa non la si capisce attraverso ragionamenti astratti ma nella relazione con chi la vive e ne è testimone. Se in questo racconto il mare è parabola di Dio Padre, allora chi sono coloro che lo manifestano e ci mettono in relazione con Lui? Chi dobbiamo guardare negli occhi per conoscerlo, chi ci mostrerà il suo volto? Il Figlio Gesù ce lo ha raccontato, lui che è stato nomade, emigrato, straniero, povero, solo, abbandonato, allontanato, malgiudicato, sofferente... lui che nel supremo fallimento della morte in croce come bestemmiatore ci ha mostrato il volto di Dio. 

Tendere la mano al povero è entrare in questo mistero, fermarsi a guardare negli occhi il disperato è vedere la sua bellezza, servire in umiltà chi ha bisogno è comprendere che siamo una cosa sola in Lui e che non possiamo amare Dio senza amare il fratello… anche quello che non ci piace.

Questo tempo di pandemia e di fatica   ci ha reso tutti un po’ più poveri e fragili  ma ha fatto fiorire nel cuore di molti tanta generosità e impegno, testimonianza di un Dio che dà senso alla sofferenza, che la abita per starci vicino. Non torniamo indietro fratelli non lasciamoci prendere dalla paura, non lasciamo indietro nessuno e, nella carità reciproca, ripetiamo con il poeta (Leopardi stavolta) ch’è dolce naufragare in questo mare.

In questa domenica nella S. Messa prefestiva di Avigno e in quella delle 11 a Bobbiate, i volontari della Caritas della Comunità riceveranno il mandato (privilegio direi!) di servire Dio Padre nei suoi figli più poveri: non sentirti estraneo e sii anche tu vicino al fratello che soffre con quello che puoi e con quello che sei e là dove non riesci ad arrivare incoraggialo a rivolgersi a noi. Nessuno sia lasciato da solo perché tutti siamo fratelli e sulla stessa barca attraversiamo il mare dell’amore infinito di Dio. 

Suor Maura

Come contattare la CARITAS?

Secondo le norme stabilite dalla Caritas Diocesana il Centro d’ascolto in questo periodo di pandemia riceve solo su appuntamento quindi occorre telefonare al numero 0332229543 o scrivere una mail  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per poi essere richiamati. 

Se vuoi puoi rivolgerti  direttamente a Suor Maura 3490089930 che ti metterà in contatto con chi poi ti potrà dare una mano. Se non hai telefono o mail lascia pure il tuo recapito ai volontari della distribuzione (venerdì in via Bolchini - Masnago) o ai sacerdoti della comunità che riferiranno alla suora o al CDA: troveremo il modo di venirti a trovare!