Assisi 2026, “Va’ e ripara la mia casa”

Assisi 2026, “Va’ e ripara la mia casa”

Accogliere l’invito della Comunità Pastorale al pellegrinaggio, in occasione dell’Ostensione delle spoglie di San Francesco ad Assisi, ci ha permesso di condividere la nostra esperienza di fede, di sentirci parte di quella moltitudine che ha “invaso” Assisi affascinata da un uomo piccolo ma tanto grande.

Il primo momento è stato l’incontro con le spoglie di Francesco; procedere lentamente in fila in un clima di silenzio ha permesso a ciascuno di sperimentare la preghiera più intima e personale, aiutati anche dalla bellezza della Basilica Inferiore. Passando poi davanti all’urna di Francesco, seppur velocemente, ci ha portato alla presenza di qualcuno che ci rimanda a Dio e ci pone davanti alle nostre scelte, dubbi e mancanze.

Al termine della giornata abbiamo partecipato alla celebrazione Eucaristica nella Basilica di S. Maria degli Angeli, dove si trova la Porziuncola, piccolo gioiello di arte e spiritualità, in cui Francesco ha vissuto parte del suo cammino.

La moltitudine di pellegrini presenti in quei giorni ad Assisi ha comportato una riorganizzazione del nostro itinerario che ci ha condotti, il mattino successivo, al Santuario di Rivotorto, dove è sorta la fraternità francescana, e all’interno del quale si trova il Sacro Tugurio, una stamberga angusta dove Francesco e i suoi compagni iniziarono a vivere il Vangelo in assoluta povertà.

Il pomeriggio l’itinerario ci ha visti impegnati in un su e giù tra i meravigliosi vicoli di Assisi per proseguire la nostra visita. Un luogo di grande intensità spirituale è stato il Santuario della Spogliazione, dove Francesco si spogliò delle vesti come segno di rinuncia dei beni terreni e dove San Carlo Acutis ha voluto essere sepolto.

Il cammino è poi proseguito verso la Chiesa di Santa Chiara con l’attiguo monastero delle Clarisse. dove riposano le spoglie della Santa. In questa Basilica è custodito il Crocifisso che parlò a Francesco a San Damiano chiedendogli di riparare la sua chiesa.

Affaticati ma con il desiderio di completare l’itinerario siamo giunti alla Chiesa di S. Rufino dove si trova il fonte Battesimale in cui furono battezzati S. Francesco e S. Chiara e attorno al quale don Giampietro ci ha guidato in un intenso momento di preghiera rinnovando le nostre promesse battesimali.

L’ultima giornata è iniziata con la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Superiore.

Entrare in questo luogo, ricco di arte, non porta solo ad alzare lo sguardo per ammirare le opere ma chiede di alzare lo sguardo verso Colui che ci parla e ci invita ad andare verso gli altri con gioia, umiltà e carità per vivere da fratelli nella fede.

Ultimo tratto del nostro cammino insieme sono stati la Chiesa di S. Damiano e l’Eremo delle Carceri. La chiesa di San Damiano, restaurata da Francesco su invito del Crocefisso, e il luogo dove compose il Cantico delle Creature e dove Chiara morì dopo aver qui vissuto con le sue consorelle nello splendore di madonna povertà.

Da S. Damiano il nostro itinerario si è concluso con la visita all’Eremo delle Carceri, dove S. Francesco, in solitudine, si ritirava in preghiera e contemplazione lontano dagli uomini e dormendo sulla dura roccia.

Che cosa portiamo a casa da questo cammino?

Sulla strada del ritorno, don Giampietro ha condiviso con noi una sua riflessione sottolineando tre punti: la spogliazione come capacità di ripartire nonostante le nostre debolezze ed errori, il ritorno all’essenziale ed infine la gioia come il saper ringraziare il Signore anche di fronte alle difficoltà della vita.

Giuditta e Maria Grazia

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