È sorprendente come piccoli gesti possano produrre effetti di grande valore!
Ho partecipato, lo scorso 27 febbraio, alla “Cena povera” organizzata dalla nostra comunità pastorale presso l’oratorio di Masnago, per il primo venerdì di quaresima. È stato un momento bello, di condivisione fraterna durante la quale, insieme al cibo, sono state messe in comune le testimonianze di alcuni operatori e assistiti della Caritas.
Assieme agli altri commensali, ho così potuto conoscere attraverso le parole dei volontari le diverse iniziative che la Caritas sviluppa sul nostro territorio grazie all’impegno e al contributo di tanti tra noi: dalla distribuzione dei pacchi alimentari al Centro di ascolto, all’attuazione del Fondo “Diamo lavoro”, fino al progetto “Riuso solidale”, un progetto che tutti dovremmo conoscere e sostenere! (Visitate il sito online https://www.riusosolidale.com/).
Ho così potuto ascoltare le parole di Ruzan e Cristina, due giovani donne che tramite queste iniziative hanno sì ricevuto aiuto – determinante nel momento in cui più avevano bisogno – ma hanno soprattutto incontrato persone capaci di ascolto senza giudizio, costruito relazioni e percorsi. Loro stesse hanno investito energie e speranze, hanno creduto nella possibilità di costruire un nuovo pezzo di futuro per sé e le proprie famiglie; hanno reso evidente come dentro questi incontri, dentro queste relazioni si opera insieme, si dà e si riceve: il bene si mette in movimento e genera altro bene, genera nuove disponibilità al servizio e alla condivisione. E alla fine negli occhi di Cristina e Ruzan abbiamo tutti visto l’emozione di poter dire “a nostra volta mettiamo in comune ciò che possiamo”.
Dunque, prendiamo un buonissimo piatto di pasta, cucinato e servito con grande cura, e un gruppo di persone desiderose di comunicare la propria esperienza in modo tanto semplice quanto autentico, senza retorica, e avremo la ricetta perfetta per un incontro che lascia il segno e rende chiara l’idea, così ben espressa da uno dei volontari, di come la fede non possa andare disgiunta dall’essere concretamente per gli altri. E questo è possibile per tutti, al di là di quanto ciascuno ha.
Dunque… prendiamo esempio!
Rosangela
