Gruppi d’ascolto nelle case 2023-24 III incontro

Gruppi d’ascolto nelle case 2023-24 III incontro

Il Signore è Dio

 

1. Preghiera: STRUMENTI DI RICONCILIAZIONE

Donaci, Signore, di essere strumenti di riconciliazione.

Fa che portiamo gioia dove c’è tristezza,

pace dove c’è guerra,

giustizia dove c’è ingiustizia,

entusiasmo dove c’è tiepidezza.

Ti chiediamo di riconciliare anzitutto noi con Te,

e poi di riconciliarci con la nostra comunità,

con la nostra Chiesa.

Te lo chiediamo Padre,

per Gesù, Tuo Figlio e nostro Fratello,

che è stato il perfetto strumento

della tua azione riconciliatrice nel mondo. Amen 

                                                      (C. M. Martini

 

2. Ascolto della Parola: Primo libro dei Re 18,20-46

“Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando salterete da una parte all’altra? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. Elia disse ancora al popolo: «Io sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Ci vengano dati due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Invocherete il nome del vostro dio e io invocherò il nome del Signore. Il dio che risponderà col fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».

Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e fate voi per primi, perché voi siete più numerosi. Invocate il nome del vostro dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco che spettava loro, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non vi fu voce, né chi rispondesse. Quelli continuavano a saltellare da una parte all’altra intorno all’altare che avevano eretto. Venuto mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate a gran voce, perché è un dio! È occupato, è in affari o è in viaggio; forse dorme, ma si sveglierà». Gridarono a gran voce e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agirono da profeti fino al momento dell’offerta del sacrificio, ma non vi fu né voce né risposta né un segno d’attenzione.

Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!». Tutto il popolo si avvicinò a lui e riparò l’altare del Signore che era stato demolito. Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, al quale era stata rivolta questa parola del Signore: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare nel nome del Signore; scavò intorno all’altare un canaletto, della capacità di circa due sea di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro anfore d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Fatelo per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua. Al momento dell’offerta del sacrificio si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e d’Israele, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose sulla tua parola. Rispondimi, Signore, rispondimi, e questo popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio e che converti il loro cuore!». Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!». Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi neppure uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere al torrente Kison, ove li ammazzò.

Elia disse ad Acab: «Va’ a mangiare e a bere, perché c’è già il rumore della pioggia torrenziale». Acab andò a mangiare e a bere. Elia salì sulla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la sua faccia tra le ginocchia. Quindi disse al suo servo: «Sali, presto, guarda in direzione del mare». Quegli salì, guardò e disse: «Non c’è nulla!». Elia disse: «Tornaci ancora per sette volte». La settima volta riferì: «Ecco, una nuvola, piccola come una mano d’uomo, sale dal mare». Elia gli disse: «Va’ a dire ad Acab: “Attacca i cavalli e scendi, perché non ti trattenga la pioggia!”». D’un tratto il cielo si oscurò per le nubi e per il vento, e vi fu una grande pioggia. Acab montò sul carro e se ne andò a Izreèl. La mano del Signore fu sopra Elia, che si cinse i fianchi e corse davanti ad Acab finché giunse a Izreèl.”

 

3. Premessa 

Il testo che abbiamo ascoltato, soprattutto nella parte finale, è decisamente scomodo; lo rileggiamo: “Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!». Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi neppure uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere al torrente Kison, ove li ammazzò.

 

Elia ha sfidato i profeti di Baal, sul monte Carmelo, al termine di una insolita e lunghissima siccità. Scopo del narratore è quello di convincere il popolo che solo Jahwè è il Signore (v.39). L’esecuzione dei falsi profeti da parte del profeta Elia ci lascia istintivamente allibiti; noi riconosciamo Dio come il Padre di Gesù Cristo, un Padre “lento all’ira e ricco di misericordia”, un Padre misericordioso è stato rivelato dal Signore Gesù  (Lc 15, 11-32) . L’esecuzione dei falsi profeti, così cruda, si spiega con le usanze religiose di allora. La Torah, la Legge di Mosè, orientata ad inculcare il monoteismo, stabiliva la condanna a morte degli idolatri e di coloro che istigavano all’idolatria (Deut. 13,1-19).  La legge del taglione (Esodo 21,23-24), inoltre, esigeva la morte dei profeti di Baal, colpevoli dell’uccisione dei profeti di Jahwè: “quando Gezabele uccideva i profeti di Jahwè…” (1 re 18,4) .  Certo la Parola di Dio non ci educa alla vendetta; ben diversa è l’indicazione di Gesù, che parla di un perdono che deve essere donato sempre: “settanta volte sette”. Nel momento storico qui descritto, la Legge di Mosè voleva essere a tutti i costi ribadita nei confronti di ogni deviazione idolatrica. È un testo che pertanto trova la sua collocazione nel IX secolo avanti Cristo. 

 

4. Che cosa dice il testo? 

Acab accoglie l’invito di Elia e raduna tutto il popolo e i profeti di Baal sul monte Carmelo. Elia, su invito di Jahwè, sceglie di dare un’indicazione chiara a tutto il popolo: il vero Dio è il Signore e lui è il Suo profeta. Accoglie il re e il popolo sul monte del Signore; chiede che si operi una riflessione sapiente e si arrivi ad un discernimento; si chiede anche perché il popolo non ha chiarezza nel riconoscere il suo vero Dio. È tempo di prendere una decisione. 

Infatti non si può più “tenere il piede in due scarpe”; una scelta chiara non è più rimandabile. Ci ricorda l’assemblea che Giosuè convoca a Sichem, dove il successore di Mosè dichiara, in maniera esplicita, di fronte a chi si lamenta: “Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dei che i vostri padri hanno servito oltre il fiume o gli idoli degli amorrei sul cui territorio abitate…..; quanto a me e alla mia casa noi serviremo il Signore”. (Giosuè, 24,15 ). Sembra proprio che Israele corra il rischio di non abbeverarsi più alla sorgente del Signore e non ascolti più la sua Parola. Occorre scegliere tra una “voce” che sa pronunciare una parola profonda e una “voce”, quella di Baal, che diventa sempre più afona e non sa parlare di amore. 

Solo Elia è rimasto però fedele a Jahwè mentre ben quattrocentocinquanta sono i profeti di Baal. 

Elia propone di preparare il sacrificio di due giovenchi; nel culto dei popoli antichi il sacrificio occupava un posto centrale. La sfida si configura così: prima i profeti di Baal e poi Elia avrebbero invocato il loro Dio perché “rispondesse” con il fuoco e bruciasse il giovenco e la catasta di legna su cui era stato posto. 

Cantano e danzano i profeti di Baal attorno alla catasta; alzano le loro invocazioni, gridano per ore e ore; ma Baal è muto, non risponde. Elia comincia a dileggiarli; ma non succede nulla. Li invita allora a farsi da parte. Prepara, poi, con accuratezza la sua catasta di legna, costruisce tutto intorno un canaletto e lo ricolma in tre momenti successivi con quattro anfore piene d’acqua e poi invoca il Signore. Pronuncia solo una preghiera, a differenza dei sacerdoti di Baal; e chiede a Dio di rispondergli. 

Al centro c’è la “voce” di Elia che chiede; e si evidenzia la “risposta” di Dio.

Prima ancora del momento del sacrificio è la “parola” che caratterizza la relazione con il Signore. Elia chiede che il sacrificio sia un “segno” perché tutti riconoscano la grandezza e la potenza di Jahwè. Il fuoco cade sulla catasta di legno e consuma tutto: l’olocausto, la legna, le pietre, la cenere e l’acqua. Non rimane nulla: nemmeno l’altare appena costruito. Il fuoco che brucia tutto dimostra che l’unico nutrimento vero del popolo rimane la presenza del Signore, la sua “Parola”, mediata attraverso il profeta Elia; attraverso il suo amore. Finalmente il popolo ha ritrovato la comunione con il suo Dio. 

E la scena termina con una sequenza cruenta, di cui abbiamo parlato nell’introduzione, dei profeti di Baal che vengono afferrati dal popolo e trucidati da Elia presso il fiume Kison. 

La pioggia torrenziale che inonda il territorio di Israele 

ridice che la siccità, l’aridità terminano quando il popolo sceglie di ascoltare, con determinazione, la parola del Signore. 

 

5. Che cosa il Signore mi suggerisce con questo testo?  

  • Il Signore Dio parla alla nostra esistenza. Ci chiede di ascoltarlo. Elia convoca il popolo sul monte di Dio, il monte Carmelo. Quali sono i luoghi e i tempi privilegiati attraverso cui il Signore sta parlando alla mia vita? 
  • C’è qualche segno di idolatria che rischia di segnare negativamente il percorso della mia vita? 
  • Evidenzia gli aspetti positivi e negativi di Elia e delle sue scelte.
  • Il Signore mi disseta soprattutto attraverso l’Eucaristia, attraverso la Parola, attraverso il volto di persone che, con la loro testimonianza, mi parlano di Lui. Come vivo la celebrazione eucaristica? Quale spazio riservo alla Parola di Gesù? Mi lascio interpellare dal volto e dalle scelte di alcune persone con cui condivido un po' della mia vita? 
  • Quando sono anch’io “voce” del Signore?