La Settima Santa: Cristo nostra Pasqua

La Settima Santa: Cristo nostra Pasqua

Basta studiare la primitiva predicazione apostolica, specialmente quale risulta dai primi discorsi riferiti nel libro degli Atti, per accorgersi di come al centro del messaggio cristiano vi era l'evento pasquale della morte e risurrezione di Cristo.
Il motivo è molto semplice: in quel grande evento si era rivelato fino in fondo il disegno salvifico di Dio. Più precisamente, la Pasqua:

• manifesta definitivamente chi è Dio: nella risurrezione di Cristo, Dio ha definitivamente rivelato sé stesso come un Dio «amante della vita» (Sap 11,24), che vuole la vita e non la sofferenza, il dolore, la morte. Quel Dio che è all'origine della vita non può essere sconfitto dalla morte: Colui che chiama all’essere le cose che non esistono può far scaturire anche dalla morte la vita (Rm 4,17): Egli non è un Dio dei morti ma dei vivi!

• manifesta definitivamente chi è Gesù di Nazareth: è a partire dalla Pasqua che gli apostoli comprendono pienamente chi è quel Gesù col quale hanno condiviso tante peripezie; Egli non va più cercato tra i morti perché è vivo, è stato costituito Messia e Signore. In Lui, morto ed esaltato, converge tutta la storia salvifica precedente e viene detta l’ultima parola sulla storia umana.

• manifesta definitivamente chi è l’uomo: la solidarietà di Gesù di Nazareth, Messia e Signore, con gli uomini, mostra che non vi è altro destino per loro all'infuori dell'essere conformi all’immagine del Figlio: essi sono chiamati a con-vivere, a con-morire e a con- risorgere con Lui. Ciò è reso possibile dal fatto che essi hanno lo Spirito del Figlio, mediante il quale si rivolgono a Dio chiamandolo “Papà” (Abbà).

Pasqua dunque è il nodo risolutivo, il perno attorno a cui gira tutto il piano di Dio riguardante l’uomo e il cosmo, il centro a cui tutto guarda prima e da cui tutto parte dopo.
Chi ha capito l'essenzialità e la centralità del mistero pasquale per la fede cristiana, non potrà stupirsi che esso sia diventato anche il contenuto si può dire unico del culto cristiano, sia che si parli di sacramenti, o di feste e di tempi liturgici.

Don Giampietro