Festa della Comunità pastorale: un grappolo d'uva e una candela

Festa della Comunità pastorale: un grappolo d'uva e una candela

8 dicembre: solennità dell’Immacolata e festa della nostra Comunità Pastorale…

No, fermi! So benissimo che anche questa per tanti di voi finirà sotto l’etichetta del “Quest’anno niente… come tutte le altre feste patronali parrocchiali”.

Ma questa non è “solo” una festa patronale, è “la” festa di tutte le nostre 8 parrocchie insieme… Possibile che non ci sia un modo per cercare di renderla nostra, nonostante tutto?

Mentre provo a raccogliere qualche idea per “incartare bene” il prodotto che la commissione delle 8 parrocchie insieme al Consiglio pastorale ha pensato, mi torna alla mente un vecchio racconto che avevo proposto un’estate di qualche anno fa ai miei ragazzi in campeggio, in uno di quei giorni dove tutto sembrava andare storto e si sperava che arrivasse presto sera per iniziare poi un giorno diverso. Il racconto si intitola “il cerchio di gioia”… proviamo a rileggerlo insieme.

"Un giorno, non molto tempo fa, un contadino si presentò alla porta di un convento e bussò energicamente. Quando il frate portinaio aprì la pesante porta di quercia, il contadino gli mostrò, sorridendo, un magnifico grappolo d'uva. "Frate portinaio", disse il contadino, "sai a chi voglio regalare questo grappolo d'uva che è il più bello della mia vigna?" "Forse all'abate o a qualche padre del convento". "No. A te!". "A me?". Il frate portinaio arrossì tutto per la gioia. "Lo vuoi dare proprio a me?". "Certo, perché mi hai sempre trattato con amicizia e mi hai aiutato quando te lo chiedevo. Voglio che questo grappolo d'uva ti dia un po' di gioia". La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui. Il frate portinaio mise il grappolo d'uva bene in vista e lo rimirò per tutta la mattina. Era veramente un grappolo stupendo. 

 Ad un certo punto gli venne un'idea: "Perché non porto questo grappolo all'abate per dare un po' di gioia anche a lui?". Prese il grappolo e lo portò all'abate. L'abate ne fu sinceramente felice. Ma si ricordò che c'era nel convento un vecchio frate ammalato e pensò: "Porterò a lui il grappolo, così si solleverà un poco". Così il grappolo d'uva emigrò di nuovo. Ma non rimase a lungo nella cella del frate ammalato. Costui pensò infatti che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco, che passava le giornate a sudare sui fornelli, e glielo mandò. Ma il frate cuoco lo mandò al frate sacrestano (per dare un po' di gioia anche a lui), questi lo portò al frate più giovane del convento, che lo portò ad un altro, che pensò bene di darlo ad un altro. Finché, di frate in frate, il grappolo d'uva tornò dal frate portinaio (per portargli un po' di gioia). Così fu chiuso il cerchio. Un cerchio di gioia."

E se quest’anno la nostra festa dell’8 dicembre assumesse questo stile?

Provate a pensarci: l’occasione in cui ogni parrocchia delle nostre “fa a gara” a recare un po’ di gioia a qualche altra parrocchia. È vero, la festa di quest’anno sarà senza bancarelle di Natale, senza spettacolo musicale del sabato sera, senza cena comunitaria… ma chi ci impedisce di riempirla di gioia, magari condividendola con qualche altra “parrocchia sorella” della comunità?

Noi ci stiamo preoccupando di fornire “gli ingredienti” necessari alla gioia: a partire da lunedì 23 in ciascuna delle nostre 8 parrocchie a turno alla sera si pregherà insieme chiedendo alla Madonna Immacolata di arricchirci con uno dei suoi sentimenti; e poi che ognuno faccia la propria parte nel contagiarci vicendevolmente di aria di festa.

Non occorre molto per far festa, è sufficiente che ciascuno metta in circolo un po’ di gioia e si prenda cura di far sì che arrivi a destinazione in casa di qualche amico e almeno nella parrocchia vicino alla nostra.
A volte pensiamo che per far festa occorra mettere insieme tante cose e debbano esserci condizioni del tutto favorevoli, ma, se ci pensiamo bene, il segreto è un altro: quando scende l’oscurità della sera come fate a vincerla? Semplicemente accendo la luce!

Non servirebbe a nulla cercare di scacciare l’oscurità… o lottare contro di essa. Ma la si vince…  riempiendola di luce.

Ecco perché anche quest’anno potremo vivere la nostra festa dell’Immacolata in maniera splendida, perché nessuno ci potrà impedire di riempire di luce con la nostra gioia l’oscurità che ci sta attorno.
E se la mia gioia inizio a trasmetterla a qualche altro e lui a sua volta fa lo stesso … che Comunità luminosa diventeremo.

… aspetto il vostro grappolo d’uva!

Don Giampietro