Festa della famiglia 2022: tre “chiavi” per aprire le porte del nostro amore quotidiano

Festa della famiglia 2022: tre “chiavi” per aprire le porte del nostro amore quotidiano

Avete mai sentito parlare di pazienza, benevolenza, invidia, vanto, amabilità, generosità, perdono, gioia, fiducia, speranza, sopportazione, carità, dialogo, bellezza? Non sono parole che ho messo in fila a caso ma quelle che, secondo il pensiero di Papa Francesco espresso nella sua esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, al cap. IV, dovrebbero costituire l’ossatura del nostro amore quotidiano di sposi.

Quest’anno la festa diocesana della famiglia, che noi celebreremo domenica 30 gennaio, avrà proprio questo angolo di osservazione: la famiglia vista nel suo amore quotidiano. In un tempo come quello che stiamo vivendo in cui non sono possibili manifestazioni di massa, alla famiglia viene chiesto di non rinunciare a volersi bene, facendo leva su ciò che le è propriamente peculiare: la sua capacità di mettere quotidianamente in circolo amore.

Come si fa a mettere in pratica nella fatica del quotidiano quel “progetto alto” di amore a cui fa riferimento Papa Francesco?
Mi permetto di suggerirvi tre “chiavi” per aprire il vostro amore quotidiano perché diventi un capolavoro dell’amore di Dio.

1. Lo stupore delle relazioni
L’amore, come la fede del resto, non può prescindere dalle relazioni. Dio non realizza le sue promesse "a scapito" di qualcuno, ma “grazie” a qualcuno che ha proprio pensato per noi. Quante persone "spuntano" nella nostra vita per farci regali di Dio e non sempre riusciamo a cogliere da dove e perché sono spuntati! E questo vale riscoprirlo soprattutto nel nostro amore quotidiano nei confronti del coniuge e dei figli. Impariamo a stupirci! Nella persona dei nostri familiari siamo chiamati a riconoscere i percorsi misteriosi di Dio nel suo agire, riconoscendo ciò che già c'è di promettente in casa nostra e gioendo del bene che ancora sappiamo esprimere.

2. Il desiderio dell’impossibile
Il desiderio rimanda alla verità di una persona perché ci contraddistingue come uomini. In famiglia il desidero deve essere quello dell’amore, che non va però confuso con il capriccio perché significherebbe non essere mai contenti di ciò che si sta vivendo. Si cercherà sempre qualcosa in più... anche nelle relazioni. Impariamo a presentare a Dio i nostri desideri per desiderare ciò che anche Dio desidera per noi, per il nostro bene... e allora in casa nostra, come è avvenuto per Maria, si realizzerà l’impossibile, ossia impareremo a credere che Dio è capace di portare a compimento quanto ha promesso. È la potenza della vita che realizza quanto pare umanamente irrealizzabile. Per noi significa credere che non ci sono situazioni personali e familiari che hanno il potere di indurmi a dire: "non ce la farò mai"! Le grandi sfide che ci sembrano impari si vincono con lo stesso stile di Gesù nel Vangelo: con l'amore sacrificale giorno per giorno nell'andare incontro a coloro che condividono con noi il nostro amore quotidiano.

3. La speranza nella provvidenza
La speranza ci permette di guardare al futuro per leggervi la provvidenza di Dio che interviene a sanare una relazione anche se ferita. Interviene in modo da risanare, 

riconduce al bene ciò che è stato orientato al male. Nel nostro amore quotidiano la provvidenza di Dio “gioca d’anticipo” sul nostro male offrendoci una risposta d’amore anche là dove noi non sappiamo coglierlo. Questa è la speranza del nostro amore quotidiano!

E se queste “3 chiavi” non riuscissero ad aprire sempre e tutte le porte dell’amore in casa nostra?
Forse allora dobbiamo “oliare la serratura” e vi suggerirei un “prodotto infallibile”: il sorriso! Il nostro si unirebbe a quello di Dio che, ancora una volta, sarà capace di realizzare ciò che ci sembrava impossibile.

Cara famiglia, non arrenderti, hai una vocazione promettente da manifestare alla società e alla Chiesa intera: contiamo su di te!

Don Giampietro