La settimana dell'educazione, il programma | Incontro Online con gli psicologi

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1Aspirate alla carità. Desiderate intensamente i doni dello Spirito, soprattutto la profezia. 2Chi infatti parla con il dono delle lingue non parla agli uomini ma a Dio poiché, mentre dice per ispirazione cose misteriose, nessuno comprende. 3Chi profetizza, invece, parla agli uomini per loro edificazione, esortazione e conforto. 4Chi parla con il dono delle lingue edifica se stesso, chi profetizza edifica l'assemblea. 5Vorrei vedervi tutti parlare con il dono delle lingue, ma preferisco che abbiate il dono della profezia. In realtà colui che profetizza è più grande di colui che parla con il dono delle lingue, a meno che le interpreti, perché l'assemblea ne riceva edificazione. (1Cor 14,1-5)

Tanti sono i doni dello Spirito, tanti, forse più dei sette doni che invochiamo anche nel celebre inno Veni Creator. Paolo nella sua comunità di Corinto ricorda i doni delle lingue e della profezia, ma ciò che rende la comunità fondata sulla carità, cioè sull'amore disinteressato, gratuito e che edifica il suo agire è anzitutto la profezia. Mentre il dono delle lingue è un dono di Dio e vissuto in un legame con Lui, la profezia è ampliamento dell'orizzonte di questo dono: è il mettere in gioco il dono per il bene dei fratelli e delle sorelle, è il saper contribuire alla edificazione della comunità partendo non solo dal dono che si ha, ma anche dai desideri e sogni che quel dono genera.

L'oratorio è il frutto dei doni di tanti santi che ne hanno contribuito alla edificazione e al suo continuo evolversi nel tempo. Da San Filippo Neri a San Carlo, a Federico Borromeo, a san Giovanni Bosco, passando in questo anno in particolare al ricordo della riforma del beato cardinale Andrea Carlo Ferrari. La storia ha provocato questi uomini a rendere l'oratorio sempre agganciato al suo contesto storico e sempre capace non solo di rispondere alle esigenze del tempo, ma anche di rimanere legato alla sua vocazione cristiana: quella di suscitare domande di vita, occasioni di crescita attraverso ritualità, passaggi, momenti informali.

Oggi invece assistiamo a una perdita di questo sapore, del sapore del fondamento dell'oratorio per una matrice più assistenziale. Siamo attenti alle esigenze del tempo presente, alle esigenze delle famiglie, dei ragazzi, degli adolescenti, dei giovani, ma forse ai nostri oratori abbiamo fatto perdere il sapore di quel mistero dell'Incarnazione che abbiamo gustato nelle liturgie del Natale: quell'umano che è incontrato da Dio, incontro che si compie nell'incarnazione del Figlio di Dio, Gesù. In oratorio veniamo per esigenze e perdiamo così lo sguardo sulle molteplici testimonianze di vita e di fede che possiamo donare.

La settimana dell'educazione 2022 diventa quindi per tutta la comunità e non solo per "gli addetti ai lavori" l'occasione per tornare a riaccendere quel dono della profezia che deve partire anzitutto dalla nostra vita che diventa testimonianza per le future generazioni.
Diversi sono gli appuntamenti proposti: momenti di preghiera dove verremo accompagnati dal beato e futuro santo Charles De Focauld, momenti di formazione sulla bellezza di una corresponsabilità dell'agire educativo per educatori e collaboratori degli oratori, a momenti di confronto e condivisione con le famiglie segnate dalle domande che i figli e i nipoti pongono e lasciano con il loro vissuto travagliato e ferito da questo tempo dove sembra che la nostra normalità “appena” conquistata torni in un buio profondo.

Nel contesto di questa settimana non perderemo di vista la Festa della famiglia, occasione per rilanciare il ruolo della famiglia in questo tempo e nell'anno dedicato all'Amoris Laetitia, e la festa di San Giovanni Bosco con la messa per i nostri oratori. Sarà l'occasione per rilanciare insieme anche con i nostri ragazzi adolescenti il desiderio di un nuovo oratorio capace di sognare, capace di parlare di vita, capace di aiutare a cogliere nuovi sentieri generativi! Sentieri generati dalla profezia "riaccesa" della nostra vita: è l'augurio che ci facciamo all'inizio di questa settimana dell'educazione, perché sia un rilancio educativo per tutta la nostra comunità!

Don Matteo