UN BISOGNO DI RESPIRO DI SPERANZA VERA
Un anno fa si diceva: “Andrà tutto bene”, ma su cosa poggiasse questa certezza nessuno osava dirlo.
E quando tutte le mattine apriamo gli occhi, dove poggiano la nostra speranza?
Per Grazia di Dio siamo stati messi in questa compagnia cristiana: la nostra comunità.
Questa comunità, insieme a tutta la Chiesa, contiene e port ciò che dà significato e speranza alla nostra vita da più di 2000 anni.
Il Palio quest’anno vuole essere un luogo, un pezzo di realtà tangibile che umilmente porta questa speranza costruita su una roccia solida.
Lo stare insieme, il fare festa non vuol essere ottimismo a buon mercato: un respiro di questo ottimismo è incapace di resistere quando la realtà diventa una implacabile sfida. Il Covid ci ha costretti a prendere coscienza che abbiamo bisogno di un respiro di speranza vera.
Aiutiamo a costruire e a vivere il Palio con questo desiderio con l’auspicio che ogni istante della vita possa respirare di questa speranza.

Respirate aria di speranza
Chiudiamo un attimo gli occhi… immaginiamo di essere in alta montagna, nel bel mezzo di una pineta o presso la riva di un lago alpino alle pendici di un ghiacciaio che si riflette nelle sue acque, oppure ancora nel cuore di un alpeggio, uno di quelli che si trovano proprio al di fuori delle normali vie pedonali, che profumano di fiori, animali, legna, formaggi stagionati, pentolacce di rame al fuoco… ed ora, fate un bel respiro… che aria entra nei vostri polmoni?
Ecco questa è proprio la sensazione che vorremmo farvi provare con il palio delle contrade 2021: qualcosa di mai sperimentato in questi mesi di pandemia… la speranza di rinascere come comunità cristiana, civile e familiare… una sensazione che avvertiamo come piacevolmente nuova in questi ultimi tempi.
Abbiamo voluto proporre quest’anno al Palio il tema della speranza perché noi cristiani siamo portatori di un “novum” che non solo gli altri non hanno, ma di cui tutti abbiamo bisogno di ripartire. E questa novità sta proprio nell’audacia di pensare al nostro domani, anche a costo di rasentare l’utopia, dove “utopia” significa sogno, di cose quasi irrealizzabili. Don Tonino Bello ai giovani di A.C. della Diocesi di Lecce nel gennaio 1993 diceva: “Vi auguro che possiate essere sognatori. Vedete: il mondo non va male perché ci sono troppi che sognano, ma va male perché sono troppo pochi i sognatori”.
Cosa significa per noi ripartire “da sognatori” per essere portatori di speranza?
- Dalla nostalgia entusiastica al senso ultimo delle cose. Dopo più di un anno di pandemia è facile cadere nella tentazione di pensare che “è stato tutto un incubo” e che ora ripartiamo riprendendo da dove ci eravamo interrotti. Noi vogliamo proporci la speranza aiutandoci ad accettare il provvisorio della vita che stiamo attraversando dicendoci però che intendiamo scommetterci la vita sul senso ultimo della storia che è Gesù. La capacità che ha il Vangelo di offrire una promessa di senso deve esprimersi in chi la annuncia, nella vita di chi si fa portatore dell’annuncio.
- Dal punto esclamativo al punto interrogativo della vita. Qualcuno si è fermato solo alla crudezza del presente mettendovi un tristissimo punto esclamativo, che blocca ogni prospettiva; oppure sta provando ad evadere dal suo presente triste sognando tempi futuri fantastici che si augura arriveranno. Con il Palio 2021 noi invece vogliamo veicolare al punto interrogativo che è fecondo e crea perché per evangelizzare e far crescere nella fede bisogna lasciarsi continuamente interrogare dal Vangelo e interrogarlo a nostra volta. Se la Chiesa fosse solo il luogo delle nostre certezze, sarebbe poca cosa; è invece il luogo dove si annunciano e vivono le certezze di Dio.
- Dalla rassegnazione alla cura dei rapporti veri. Non ci vogliamo accontentare di compensare come meglio siamo capaci ciò che abbiamo perso e che non ritroveremo più. Intendiamo invece fare comunità vera di persone vere con rapporti veri. Con il palio 2021 ritroviamo la bellezza e il gusto di curare i rapporti tra le persone.
Ecco perché abbiamo una voglia smisurata di celebrare e vivere questo 43° palio delle 6 contrade di Masnago, ecco perché abbiamo una voglia smisurata di viverlo con tutti voi, ecco perché quest’anno è ancora più importante che riceviamo da voi una risposta audace, perché ci rifiutiamo fermamente di assurgere al ruolo di depositari dello status quo, di limitarci ad essere i notai della realtà … vogliamo invece essere i profeti del cambiamento…
Che profumo nell’aria quest’anno… c’è un Palio di speranza!
Con tanto desiderio di incontrarvi