Tradizionalmente, alla fine del mese di giugno, con la festa dei Ss. Pietro e Paolo, a Calcinate del Pesce si tiene la BENEDIZIONE DEL LAGO.
Da quando nel 1908 fu costituita la "Società Anonima Cooperativa Pescatori del Lago di Varese" per volontà dei soci fu scelto un patrono per tale attività: chi altri poteva essere se non colui al quale Gesù aveva chiesto di lasciare le sue reti sul Lago di Tiberiade e seguirlo per diventare pescatore di uomini? Ecco l'origine di questa festa tradizionale che comprende il rito della benedizione del lago, fino a qualche anno fa fonte di sostentamento per molte famiglie del paese. Attualmente la Cooperativa non esiste più ma la tradizione vuole che si ripeta il gesto della benedizione delle acque e l'invocazione al Santo protettore. È vero che, purtroppo,le acque del lago non sono più pescose come negli anni passati e il persico e le alborelle così rinomati e ricercati di un tempo quasi sono praticamente scomparsi a causa dell'inquinamento, dello scarso funzionamento del depuratore, della presenza di specie alloctone (il Siluro, in particolare) ma l'amore dei calcinatesi per il lago resta invariato. Se non altro, la mole del Monte Rosa che si riflette nelle acque del lago, dona visione di bellezza e serenità a questo luogo.
Normalmente la benedizione del lago si nuove dal pontile di casa Bombaglio fino alla piccola darsena di casa Giorgetti, sul cui prato viene posto un altarino atto ad ospitare la reliquia di S. Pietro, dopo che è stata trasportata sul lago grazie alla chiatta messa sempre generosamente a disposizione dalla Società Canottieri della Schiranna e accompagnata da un piccolo seguito di barche private. Non essendo possibile fare le processioni, ci si reca prontamente in Chiesa per la S. Messa solenne conclusiva.
Ci si potrebbe domandare che senso ha mantenere questa tradizione, visto che non c'è più la Cooperativa e quasi sono spariti anche i pesci. Questo rito si mantiene per il fatto che a Calcinate S. Pietro resta il compatrono del borgo e la sua figura viene mantenuta come normativa della nostra fede.
Credo che in ciascuno di noi riviva tutta la fatica del credere come fu per S. Pietro: anche noi alterniamo momenti di forte adesione al Signore Gesù e momenti di tradimento nei suoi confronti. Ci sono tempi nei quali gli diciamo: "Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio" e altri in cui il Signore ci vorrebbe allontanare perché non abbiamo compreso il progetto di salvezza da Lui voluto "Vattene! Tu sei un satana per me". Altre volte quasi non vogliamo riconoscerlo di fronte agli altri: "Io non conosco quell'uomo" e, a volte, gli diciamo di essere disposti a morire con Lui. C'è il momento del tradimento e quello delle lacrime amare del pentimento, ma la speranza di restare sempre con Lui non cessa mai di rianimare al fede. Soprattutto resta la bellezza dell'incontro nell'Eucaristia che rianima la nostra adesione al Signore e rinfranca la debole fede.
E qui possiamo ritornare sul Lago di Tiberiade e, idealmente, posizionarci in quel luogo che ancora oggi è chiamato "Mensa Christi", quando Gesù, apparendo sulla riva del lago a degli sconfortati Apostoli che volevano quasi ritornare alla vita di prima (Pietro dice: "Io vado a pescare"), li invita a portare il frutto di un pesca miracolosa e prepara per loro una cena di piena comunione.
Qui a Pietro Gesù chiede per due volte se gli vuole bene e alla risposta affermativa di Pietro, per una terza volta, cambia la sua richiesta: "Pietro vuoi essere mio AMICO"? Come a cambiargli ancora il nome: non più soltanto pietra di fondamento della sua chiesa ma amico del Signore.
È quanto possiamo augurarci che S. Pietro pescatore operi nel cuore di ogni calcinatese: diventare sempre di più amici del Signore.
Quest'anno, per esigenze del calendario pastorale, la benedizione del lago si terrà il VENERDI' 9 LUGLIO e sarà seguita dalla consueta celebrazione della S. Messa. La sera di Sabato 10 e domenica 11 si terrà la consueta Sagra del pesce nel rispetto delle vigenti norme anticovid.
Don Felice
