Pace e Benedizione sulla casa che ama il Signore

Pace e Benedizione sulla casa che ama il Signore

La benedizione del libro dei Numeri è una bella formula, che è usata ancora oggi. Il triplice richiamo del nome divino, che divide in tre parti il testo della benedizione, sottolinea che il bene e la prosperità del popolo di Dio dipendono strettamente da Jahvé: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia splendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace” (Nm 6, 24-26). La benedizione viene dall’alto, dal Signore, ma per essere completa ha bisogno di una risposta che viene dal basso, da noi: è il nostro Amen!

Ti benedica il Signore e ti custodisca
Il verbo ebraico “custodire” (smr) esprime la premura di Jahvè per ogni momento dell’esistenza del suo popolo alleato, quindi non è solo la protezione per un immediato pericolo, che permette di mantenersi in vita. Pensiamo al Salmo 121 dove Dio custodisce nel presente, ma anche nel futuro: “Il Signore è il tuo custode. Il Signore è come ombra che ti copre. Egli proteggerà la tua vita”. Lasciamoci custodire da Dio!

Il Signore faccia splendere per te il suo volto e ti faccia grazia
Il volto splendente di Jahvè sul popolo è un augurio di prosperità e di benevolenza, di grazia. L’immagine del volto luminoso di Dio, segno di protezione, è frequente nei Salmi, anche come invocazione fiduciosa: “Fa splendere il tuo volto sul tuo servo, salvami per la tua misericordia” (cfr Sal 31); “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (cfr Sal 119). La Luce rischiara il nostro buio!

Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace
L’augurio di benedizione e di benevolenza è che il volto di Dio resti sempre rivolto verso Israele: “Nella tua bontà, o Signore, mi hai posto su un monte sicuro; ma quando hai nascosto il tuo volto, io sono stato turbato” (cfr Sal 30). L’attenzione di Dio è la premessa per il dono pieno della vita, lo shalom, che di solito si traduce con “pace”, ma il suo significato è più ricco rispetto alla moderna concezione della pace. Shalom è uno stato in cui si è liberi dalla necessità dal male. Nelle forme di saluto diventa augurio di una vita serena, equilibrata nella felicità materiale e spirituale: “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode” (cfr Sal 127). Il Dio con noi va accolto in famiglia!

La benedizione del Signore sul popolo e in famiglia
La benedizione di Aronne (Nm 6, 24-26) era molto amata da San Francesco per i suoi frati in missione e da Santa Chiara per le sue monache in preghiera. Questa formula si può usare in alcune occasioni liturgiche come benedizione solenne da parte del sacerdote. Però sarebbe bello che i genitori non si limitassero a organizzare la festa di compleanno ai figli. Che il segno di croce tracciato sulla fronte dei battezzati continui anche nel tempo da parte dei genitori e dei nonni. Magari usando la benedizione dei Numeri e a volte pregare insieme in famiglia. Tutto è possibile!

Leggere i segni dei tempi con gli occhi della fede
Nella giornata mondiale di preghiera per la pace (1 gennaio 2022), il Papa nel suo messaggio dice che “gli strumenti per edificare una pace duratura sono l’educazione, il lavoro e il dialogo tra le generazioni”. Sono tre contesti estremamente attuali e complessi su cui Francesco invita a riflettere e ad agire per il bene di tutti. “La pace seminata nell’intimità personale trasformi l’umanità nella fraternità” (Mario). Buon anno nuovo: sia ricco di benedizione e di pace per tutti e tutte!

Don Francesco