L’abbiamo attesa per tanto tempo… finalmente è arrivata la notizia sperata: con lunedì 18 maggio potremo tornare a celebrare la S. Messa con la presenza dei fedeli. Al riguardo sono già state dette tante cose, scritte tante parole… che ora non ho nessuna intenzione di ripetere. Lasciatemi solo aggiungere: vi stiamo aspettando perché siamo molto felici di potervi incontrare di nuovo! Noi sacerdoti e suore della Comunità Pastorale avvertiamo una sorta di liberazione: ciò che abbiamo di più caro, la Comunione con il nostro Signore Gesù Cristo, possiamo finalmente tornare a condividerla con tutti voi. Lo sappiamo bene: ci saranno limitazioni di spazi, di procedure, accorgimenti particolari da attivare… tutto vero! Ma lasciateci gioire per il traguardo raggiunto e la possibilità che ci viene nuovamente offerta: nessuna limitazione – pur doverosa – riuscirà a toglierci la gioia di poter ripartire. Inizieremo con le messe feriali secondo il calendario e gli orari che già conoscete e che finalmente potete ritrovare nuovamente sull’ultima pagina del foglio “In cammino”… e queste messe feriali ci permetteranno di fare “le prove generali” per riaprire le porte in maniera ufficiale sabato 23 e domenica 24 maggio. Le avvertenze le conosciamo bene, e comunque le troveremo all’ingresso di ogni chiesa accompagnate anche dai volontari che ogni comunità parrocchiale farà trovare in loco. Ritorneremo anche ad offrire, con sabato 23, la disponibilità per le confessioni individuali; non nei confessionali perché non idonei a garantire la necessaria distanza di sicurezza, ma nei luoghi più ampi che in ogni chiesa vedrete segnalati… Al riguardo, ognuno … “inizi a preparare la lista dei peccati arretrati che in tutti questi mesi si sono accumulati”… permettiamoci anche una piccola battuta... Sguardo in avanti Sarebbe molto deprimente se il nostro nuovo inizio fosse all’insegna del: “però non possiamo abbracciarci, non possiamo fermarci sul sagrato a chiacchierare, dobbiamo stare attenti alle distanze…” Sguardo in avanti: non si piange su “come era prima” ma si guarda al modo di ritornare ad essere Chiesa fraterna oggi. Sappiamo bene che dovremo convivere parecchio tempo con questa situazione, che la paura sarà sempre all’erta, che il “rischio zero” non sarà mai garantito… ritorniamo a vivere! Abbiamo messo a fuoco nuovi obiettivi e verso quelli profonderemo i nostri sforzi e i nostri entusiasmi. Sabato 23 e domenica 24 vorrei vedere entusiasmo negli occhi di tutti e quasi anche un pizzico di emozione. Le nostre bocche saranno nascoste dalla mascherina (obbligatoria mi raccomando!), ma i nostri occhi saranno liberi di sprigionare vita nuova… usiamoli per guardare avanti, non per piangere su ciò che non potrà tornare ad essere come prima. Linguaggio comune Finora abbiamo lasciato parlare gli altri: governati, virologi, medici, sociologi… ora ritorniamo a parlare noi con il linguaggio che ci è stato sequestrato in questi mesi, quello della preghiera comunitaria! Lo faremo senza più avere lo schermo di un pc o di un cellulare come interposta persona, lo faremo con la nostra voce, ma soprattutto con il nostro cuore che si sprigionerà nella preghiera. Sarà bellissimo sentirci recitare insieme il “Padre Nostro”, il “Gloria”, “l’Ascoltaci Signore”. Abbiamo un linguaggio che ci accomuna, quello della preghiera e finalmente potremo ritornare ad usarlo insieme per esprimere il nostro essere famiglia. Cuore grande È quello che ci occorre per essere ottimisti, semplicemente perché non si vede l’ora di poter ritornare. Un cuore grande per stimarci e apprezzarci oltre gli impedimenti che dovremo comunque osservare, anzi, forse proprio a motivo degli impedimenti che ci limiteranno. Un cuore grande per amare la nostra Chiesa e contribuire a renderla sempre più “casa nostra”, con la personalizzazione di ricchezza umana e spirituale che ciascuno potrà fornire. Non vi ho detto niente di particolarmente nuovo, ma vi ho comunicato ciò che più sentivo caro nel cuore… sì perché sono convinto che la ripartenza della vita liturgica, sacramentale, spirituale, affettiva… insieme a tutti le attenzioni che siamo chiamati ad osservare, sia prima di tutto … una questione di cuore! In attesa di incontrarci don Giampietro
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Il consiglio pastorale ha deliberato la ricerca di volontari che controllino l'ingresso, l'uscita e che accompagnino i fedeli a vivere in sicurezza e secondo le normative vigenti la celebrazione della S. Messa. Per chi si vuole rendere disponibile, può contattare i seguenti referenti parrocchiali: Bobbiate :Sara Minazzi 3401950109 Capolago: Paola Acchini 3405572117 Cartabbia: Elisabetta Macchi 3317996457 Masnago: Chiodi Jizel 3387575584 Avigno: Campiglio Alessandra 3495960247 Calcinate del Pesce: don Felice 3930328506 Lissago: Liliana 3389629642 e Franca 3285477029 Velate: Norberto Silvestri 3356928685 AVVERTIAMO ANCHE CHE: E' fatto divieto di partecipare alla messa a chi presenta sintomi influenzali respiratori, temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5° C, o è stato in contatto con persone positive a SARSCoV-2 nei giorni precedenti; è chiesto - l’obbligo di rispettare sempre nell’accedere alla chiesa il mantenimento della distanza di sicurezza, l'osservanza di regole di igiene delle mani, l'uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca; - prendere visione del numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza della propria chiesa, oltre tal numero non sarà possibile accedere in alcun modo. - di attenersi a tutte le indicazioni che verranno date dai resposabili dell'accoglienza.
1. Le messe in orario feriale di ogni lunedì a partire DA LUNEDÌ 25 MAGGIO avranno carattere festivo e assolveranno il precetto. Sono particolarmente consigliate per chi non lavora e ha più di 65 anni di età. Si aggiunge una s. Messa a Velate, il cui orario verrà comunicato settimana prossima. 2. Le messe a MUSTONATE e a SAN CASSIANO sono sospese e celebrate nello stesso orario nelle rispettive chiese parrocchiali di Lissago (venerdì alle 8.30) e Avigno (il mercoledì alle 17.30). Per gli orari delle S. Messe confronta la pagina Liturgia, Orari S. Messe
Il vero desiderio dell’Eucaristia scatena l’immaginazione Come diaconia condividiamo alcune riflessioni di esperti e teologi su questo tempo e su come possa riprendere la vita della comunità a partire dal 18 maggio, convivendo con il Coronavirus. Pensare a modalità concrete per riprendere le celebrazioni comunitarie non deve alimentare polemiche o trasformarsi in ossessione. L’auspicio deve invece spronarci a immaginare itinerari, luoghi (a partire dalla famiglia) e strumenti per i quali la Parola corre di don Mario ANTONELLIVicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della fede Le fedi e il virus, nuovi modi di essere comunità Quando si accorsero che l’Amore della loro vita non sarebbe tornato nella sua gloria in tempi così brevi come supponevano, cominciarono di buona lena a battere strade e praticare lingue per raccontare a tutti il Vangelo; si chiesero come gesti e parole di Gesù dessero forma di comunione al loro riunirsi e spargessero profumo di carità fraterna a ogni compito nelle comunità. Forti non già di oro e argento, né di prestigio sociale, né di discorsi persuasivi, ma dello Spirito della Pasqua, osarono immaginare il possibile sulle note del Vangelo. In tanti abbiamo vagheggiato che l’emergenza potesse risolversi presto, una parentesi trascurabile. Mentre cantavamo l’Alleluia pasquale in chiese vuote e in case liete, mentre sentivamo dire di “Fase 2” e sognavamo il Pane di nuovo spezzato e condiviso, papa Francesco scriveva: «È urgente discernere e trovare il battito dello Spirito per dare impulso, insieme ad altri, a dinamiche che possano testimoniare e canalizzare la vita nuova che il Signore vuole generare in questo momento concreto della storia». E ancora: «Questo è il tempo propizio per trovare il coraggio di una nuova immaginazione del possibile, con il realismo che solo il Vangelo può offrirci». Come immaginare il possibile con il realismo del Vangelo senza desiderare l’Eucaristia, la sua celebrazione comunitaria? Quando accogliamo il Vangelo, siamo immersi nella vita nuova del Figlio benedetto e nella gratitudine gioiosa celebriamo il suo corpo offerto e il suo sangue versato, per noi e per tutti, principio della nostra vita nuova nella comunione fraterna e nell’amore del prossimo, sogno intimo di ciascuno, attesa del mondo. In nome di questo desiderio abbiamo immaginato modalità concrete che consentano la ripresa delle celebrazioni comunitarie della Messa, declinando responsabilmente parole d’ordine inderogabili come distanziamento, protezione, scaglionamento, controllo. Abbiamo studiato scrupolosamente protocolli da seguire, preoccupati, più che dalla valutazione delle autorità civili, dal rischio – reale – che quel cumulo di condizioni finisca qui e là per snaturare il senso dell’Eucaristia e del suo frutto, la sua evidenza sommamente desiderabile di comunione grata con il Signore Gesù e di comunione ecclesiale. Troppo per l’Eucaristia, troppo poco per la salute? Reale il rischio; forse, sostenibile. Peraltro, il desiderio dell’Eucaristia non si esaurisce in questa lodevole immaginazione di una sua celebrazione. Anche per questo non ci si abbatte se la valutazione dell’autorità suona deludente. Non si spuma rabbia né, spazientiti, ci si incaponisce come in una fissazione ossessiva che spegne la sensibilità allo Spirito e ottunde l’intelligenza pastorale. Quando “non si vede l’ora” si rischia di non vedere l’oggi degli uomini, di disertare l’oggi di Dio e della sua opera. L’ossessione di un’idea strozza la storia. Porta a saccheggiarla, violandone la sacralità; quella laica, quando si paventa un ritorno alla dittatura, disonorando uomini e donne che l’hanno patita e combattuta; quella religiosa, quando si evocano scenari di persecuzione e martirio, profanando le schiere di ogni confessione religiosa che ieri e oggi hanno versato il sangue per la fede. L’autentico desiderio dell’Eucaristia invece scatena l’immaginazione; la alimenta e la mantiene nella sua qualità evangelica. Se desideriamo l’Eucaristia, desideriamo quanto a essa conduce; desideriamo passi di uomini e donne che vanno all’Eucaristia in quanto credenti, battezzati nel nome dolcissimo di Gesù. E immaginiamo allora tutto quanto concorre al sorgere e al risorgere della fede, alla sua crescita. Sul battito dello Spirito, quel desiderio ci sprona a immaginare itinerari e luoghi e strumenti per i quali la Parola corre, visitando i cuori, interrogando le coscienze, invitando alla fede: in primo luogo, nelle pagine sacre della Scrittura. In questo, querida Amazonia, quanto ci strattoni e ci consoli con le tue comunità che non vedono uno straccio di Eucaristia per mesi e mesi! Se desideriamo l’Eucaristia, desideriamo il santo popolo che la celebra come culmine e fonte della sua vita divina. Ed ecco trame di amorosa fraternità nel tempio domestico dove abbonda la grazia, risuona la Parola, si uniscono le voci nella preghiera. Immaginiamo la comunità cristiana nella sua forma bella, quella della creativa vitalità del corpo di Cristo: a tessere legami tra streaming e telefono, ad aprire cuore e spazi ai piccoli, a liberare disabili dalla solitudine, ad aiutare gli anziani, a consolare gli afflitti, a soccorrere i poveri, compresi quelli nuovi, a sostenere le famiglie e i lavoratori in una ripresa onerosa, a seppellire i morti. Anche in questo, querida Amazonia, quanto ci strattoni e ci consoli con le tue comunità che non vedono uno straccio di Eucaristia per mesi e mesi! Il desiderio è sempre doloroso: così non sarà il dolore dell’agonia, ma quello di un parto. Veramente pasquale. Altre riflessioni che riteniamo utili per gli approfondimenti sono: Lettera di un prete di Bergamo educatore del seminario: https://patronatosanvincenzo.it/blog/lettera-di-un-prete-di-bergamo-gia-educatore-in-seminario-e-docente-di-teologia/ Intervista a don Davide Milani, prevosto di Lecco: https://formiche.net/2020/04/fase-2-chiese-fedeli-consumatore-milani/ Riflessione di don Pierluigi Banna, docente di patrologia presso il Seminario di Milano: https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/ripartire-si-ma-da-dove-319158.html