Parrocchia di San Grato - Bobbiate Triduo di preparazione ore 20.30 Martedì 13 luglio – Mercoledì 14 luglio – Giovedì 15 luglio Santo Rosario e riflessione presso il piazzale della Grotta della Madonnina Festa nel 119° anniversario (1902-2021) Venerdì 16 luglio Ore 7.00 - S. Messa alla GROTTA DELLA MADONNINA celebrata da Don Giampietro Ore 10.00 - S. Messa alla GROTTA DELLA MADONNINA celebrata da Don Nicola Ore 16.00 - S. Messa solenne alla GROTTA DELLA MADONNINA celebrata da Don Mauro con la benedizione dei malati e dei bambini (al termine) Ore 20.30 - S. Messa alla GROTTA DELLA MADONNINA celebrata da Don Peppino In caso di maltempo le celebrazioni si terranno in Chiesa parrocchiale I ragazzi di Bobbiate raccontano l’incontro con l’Arcivescovo Mario L’Arcivescovo è venuto a trovarci in oratorio giovedì 24 giugno e in occasione di questo grande evento abbiamo deciso di intervistare alcuni ragazzi per sapere come si sono sentiti. Quando ti hanno detto che sarebbe venuto l’Arcivescovo come ti sei sentito? F: Mi sono sentito molto molto emozionato perché ci hanno detto che veniva con la sua scorta e con la polizia, come le persone famose e anche perché hanno detto che non andava in tutti gli oratori e quindi siamo stati molto fortunati che sia venuto qui. Cosa avete fatto per prepararvi al suo arrivo? G: Abbiamo fatto tante cose, abbiamo preparato il campo con tutte le X per terra per mantenere le distanze e sederci divisi nei gruppi, abbiamo fatto un grande striscione su cui abbiamo scritto “Kaire Mario” con tutti i colori e abbiamo creato un cartellone con tutte le impronte digitali dove abbiamo fatto mettere anche quella dell’arcivescovo Mario Delpini. Gli animatori invece hanno firmato tutti una palla da pallavolo che poi gli hanno regalato. Cosa vi ha detto l’arcivescovo? M: L’arcivescovo ci ha detto di non sottovalutarci mai e di circondarci di tanti amici buoni. Poi ci ha regalato una preghiera con un’immagine del cielo che colora di azzurro anche le montagne e alcuni braccialetti tutti colorati.
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L’Arcivescovo ad Avigno per ricordare il 60° della prima pietra La dedica dell’Arcivescovo nel libro “La Prima pietra” Buon compleanno, pietre di Avigno! Buon compleanno, gente di Avigno! Buon compleanno, preti e suore di Avigno! Ogni prete una storia, ogni tempo una grazia, ogni compleanno una preghiera. +Mario Delpini, Arcivescovo 24.06.2021 L’omelia dell’Arcivescovo nella Chiesa di Avigno Solennità della Natività di San Giovanni Battista CELEBRAZIONE EUCARISTICA – OMELIA Varese, Parrocchia S. Giovanni Battista in Avigno 24 giugno 2021 VEDO UN RAMO DI MANDORLO Che cosa vedi? C’è anche chi non vede niente. Guarda, ma non vede. Guarda, ma ha troppa fretta per vedere qualche cosa. Guarda, ma guarda solo se stesso: perciò non vede niente che sia interessante, eccetto se stesso, eccetto come gli altri lo guardano, eccetto quello che si aspetta. Guarda, ma vede quello che gli altri gli dicono di vedere, secondo le notizie che raccoglie dalla rete, secondo il pregiudizio comandato dai signori della comunicazione, secondo i titoli dei notiziari o delle news. C’è anche chi vede nero. Si guarda intorno e vede solo disastri. Vede solo motivi per piangere, lamentarsi, disperare dell’umanità. Si guarda intorno e in ogni sconosciuto sospetta una presenza ostile, in ogni buio immagina la presenza di mostri, in ogni angolo sospetta una insidia. Vedo un ramo di mandorlo: vedo una promessa. Il profeta vede un annuncio di primavera. Vede un motivo per sperare. Vede che Dio continua a essere presente nella storia, vicino al suo popolo. Vede che per Dio non è mai impossibile salvare, consolare, portare a compimento la salvezza. Nella casa di Zaccaria si alza un cantico profetico: Benedetto il Signore, Dio di Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo. Colei che tutti dicevano sterile diventa madre, colui che era diventato muto trova voce per cantare. Quello che era inatteso, avviene. Che cosa vedi, fratello, sorella? La parola del Signore provoca anche noi a interrogarci sulla nostra capacità di vedere quello che Dio ci mette sotto gli occhi. In questo tempo abita una promessa, una decisione di Dio di accompagnare il suo popolo nella tribolazione, perché non perda la speranza, perché non si rassegni al disastro, perché veda un ramo di mandorlo. I frutti verranno se il popolo ritorna al Signore, se la visita di Dio che vuole salvare viene accolta con disponibilità, se, colmati di Spirito Santo siamo pronti a profetare. L’impresa ardua di essere profeti. Chiamati ad annunciare le promesse di Dio e l’invito a conversione ne avvertiamo il rischio, l’imbarazzo, il pericolo: ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane. Per unirsi al coro delle lamentazioni non ci vuole un grande coraggio, non ci vogliono doti particolari, ma per parlare del ramo di mandarlo è richiesta la rara disponibilità alla fiducia. Per dire le cose che dicono tutti, non s’è bisogno di grandi discorsi o di competenze particolari, ma per cantare “benedetto il Signore, Dio di Israele”, si richiedono persone che ascoltino le promesse di Dio più che i notiziari e i sapientoni di moda. Per parlare male dell’umanità e seminare scontento, sospetto, malumore, non serve niente di particolare, ma per intravedere i segni della salvezza di Dio, inattesa, promettente, sorprendente è necessario credere alla promessa: non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te, per proteggerti. Come sarà, come saranno i profeti per questo tempo? La nostra Chiesa e il nostro tempo aspettano una parola profetica, aspettano uomini e donne disponibili a parlare del ramo di mandorlo, cioè a testimoniare la promessa affidabile di Dio. Il Signore continua a chiamare profeti improbabili. Chiama forse anche noi. Come sarà il profeta adatto per questo tempo? Sarà, forse, come Geremia: una persona timida, che tutto si immagina eccetto che di essere profeta, di dover prendere la parola di fronte ai potenti del suo popolo, di esporsi al contrasto e alle reazioni aggressive di quelli che contano, al disprezzo degli altri. Sarà, forse, come Zaccaria: un uomo rassegnato a essere un fallito, una persona per bene che si è sempre comportata bene, che ha sempre coltivato la speranza di essere padre, di generare un po’ di futuro e ha sempre sentito umiliante la sterilità sua e di sua moglie. Sarà, forse, come Saulo: un persecutore feroce della Chiesa di Dio, un carattere forte, un uomo intraprendente e rigoroso, uno che non si risparmia pur di contrastare la setta spregevole del crocifisso. Queste tre figure di profezia mostrano come le persone che il Signore sceglie sono persone improbabili. Però hanno in comune che si lasciano raggiungere dal Signore che li chiama e consentono che la vocazione segni la loro vita, che la docilità allo Spirito li conduca su vie impreviste. Un giovane timido, un vecchio rassegnato, un persecutore feroce. Non si può evitare di porsi la domanda inquietante: forse chiama anche me? Forse chiama anche te? L’incontro con i ragazzi dei nostri oratori La visita all’Oratorio di Bobbiate L'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, nel pomeriggio di giovedì 24 Giugno ha fatto visita agli oratori delle tre comunità di Avigno (che quest’anno celebra i 60 anni di posa della prima pietra della chiesa parrocchiale), Masnago e Bobbiate in Varese. In particolare a Bobbiate è stato accolto dal coadiutore, don Matteo Moda, che sta seguendo, aiutato da educatori e volontari, una settantina di bambini delle scuola elementari. […] Lo striscione che campeggiava sul campo di gioco con la scritta “Kaire Mario”, “Rallegrati Mario”, ha dato modo all’Arcivescovo d’introdurre il suo breve discorso ai bambini, subito dopo il loro canto di benvenuto. «Dovete rallegrarvi ed essere felici della vostra vita», ha esordito l’Arcivescovo, «perché la terra è piena della gloria di Dio». Con parole adatte all’uditorio che gli stava davanti monsignor Delpini ha spiegato il senso dell’immaginetta che egli ha predisposto e donato ai tanti bimbi incontrati e che incontrerà nei mesi estivi. Si tratta di un cartoncino con un disegno molto semplice in cui un cielo azzurro fa da sfondo a delle montagne, anch’esse azzurre, simbolo della pienezza che avvolge e riempie la Terra così come Dio riempie a avvolge il mondo. Sul retro una preghiera, composta dall’Arcivescovo con quella disarmante sobrietà che lo contraddistingue, in cui, alla domanda “Maestro, dimmi la verità della vita!”, si risponde: “La verità prima della vita è questa: la tua vita è benedetta da Dio. E la verità seconda è questa: tu vivi per essere una benedizione per tutti quelli che ti incontrano”. Accomiatandosi monsignor Delpini ha ringraziato don Matteo e i suoi collaboratori per il loro impegno e i bambini per il pallone da calcio che gli hanno donato come simbolo dell’attività ludica che prevalentemente svolgono in oratori. Donatella Salambat, Tratto da Varese in Luce Maestro, dimmi la verità della vita! «La verità prima della vita è questa: la tua vita è benedetta da Dio. E la verità seconda è questa: tu vivi per essere una benedizione per tutti quelli che ti incontrano». Maestro, insegnami a pregare! «Tu prega così: Padre nostro che sei nei cieli, Padre! Sia santificato il tuo nome, Padre! Venga il tuo regno, Padre! Sia fatta la tua volontà, Padre!» Maestro, dimmi che cosa devo fare! «Non perdere oggi l’occasione per amare. Non lasciare che nessuno vada via da te senza un sorriso. Non sottovalutarti mai: sei fatto ad immagine di Dio! Non dimenticarti mai della tua vocazione ad essere felice». La visita all'Oratorio di Masnago Una giornata intensa trascorsa tra i ragazzi, gli educatori e gli animatori degli oratori estivi di diverse realtà nella zona di Varese, da Cairate ad Azzate, per arrivare nel capoluogo con Bobbiate, Masnago e Avigno. A Masnago l’Arcivescovo, accompagnato dal direttore della Fom don Stefano Guidi e accolto dal parroco don Giampietro Corbetta e dal vicario parrocchiale don Matteo Moda, ha brevemente sostato dialogando con oltre un centinaio di bimbi e ragazzi della Comunità pastorale Maria Madre Immacolata. Un aquilone, «per volare alti», una pietra per indicare «la bellezza di essere pietre vive della Chiesa» e la maglia della società sportiva “Orma” vengono donati all’Arcivescovo che, a sua volta, lascia l’immaginetta «che rappresenta un grande cielo azzurro che colora di azzurro anche le montagne e che dice che la terra è piena della gloria di Dio e dell’amore che rende capaci di amare». «Quando ci sono persone che si lamentano ricordatevi che tutti siamo capaci di amare», conclude l’Arcivescovo raccomandando ai ragazzini di Masnago, Avigno e Velate, la “preghiera del giovedì”: «Non sottovalutarti mai, e non dimenticare mai la tua vocazione a essere felice». Animatori in gioco, l'Arcivescovo li incontra nelle sue visite all'Oratorio estivo Il sostegno all'esperienza dell'Oratorio estivo 2021 è totale. Un'altra settimana si è conclusa e un'altra sta per iniziare. Gli animatori degli oratori si confermano come i protagonisti indiscussi della nostra proposta, restituendo vitalità e freschezza ai nostri oratori, nonostante essi stessi abbiano subito le conseguenze di mesi di limitazione, soprattutto nelle relazioni e nelle proposte di servizio. Proseguendo le sue visite agli oratori, l'Arcivescovo giovedì 24 giugno ha concluso il suo "giro" incontrando gli animatori del Decanato di Varese, a loro si è rivolto, pensando a tutti gli animatori della Diocesi che stanno vivendo in questi giorni il "massimo" del loro impegno. Abbiamo raccolto anche le impressioni positive di responsabili e coordinatori che vedono negli animatori una risorsa affidabile e un motivo per dire "grazie"! “Con il gioco, mai x gioco” si legge sulla maglietta animatore di quest’Oratorio estivo «Hurrà». Ed è proprio così! Migliaia di animatori sono coinvolti nei nostri oratori ambrosiani: il loro impegno, mettendo tutto se stessi in ciò che si fa, anche attraverso il gioco, testimonia la bellezza del giocarsi, anche nella vita! Continuano le visite agli Oratori estivi, con il nostro Arcivescovo Mario Delpini e don Stefano Guidi (ieri accompagnati dal Vicario episcopale della Zona pastorale di Varese, il Vescovo Mons. Giuseppe Vegezzi): pieni di gioia per questi incontri sono i ragazzi e le ragazze. A fare loro da “bellissima cornice” sono gli animatori che si confermano come i veri protagonisti dell’esperienza estiva. Sono loro, soprattutto nella visita di giovedì 24 giugno 2021 che è culminata con un incontro dedicato proprio agli animatori nella chiesa di Masnago a Varese, ad essere i più colpiti dalle parole che l’Arcivescovo sa rivolgere loro. Non siete autorizzati a sottovalutarvi «Oggi – ha spiegato l’Arcivescovo nell’Incontro animatori del decanato di Varese, nella chiesa parrocchiale SS. Pietro e Paolo di Masnago – sono venuto a dire che voi… già solo per il fatto che siete impegnati in questi giorni d’estate a tener vivi gli oratori, ad organizzare, a stare attenti alle cautele da avere; già solo per il fatto che siete lì, per me vuol dire che voi non siete autorizzati a sottovalutarvi. Voi non siete perfetti, voi non avete tutte le doti possibili… ma quel poco che hai (richiamandosi alla preghiera del giorno secondo la proposta “Hurrà – Giocheranno sulle sue piazze” e alla tappa #conquelcheabbiamo) basterà , perché ciò che rende preziosa la tua vita non sono le doti che hai, ma sono le ragioni per cui spendi le doti che hai ». (L’intervento completo durante l’incontro con gli animatori del decanato di Varese è stato pubblicato in un post IgTv sul nostro profilo Instagram @fondazioneoratorimilanesi e si trova nella registrazione del momento di preghiera sul canale Youtube della Comunità Pastorale Maria Madre Immacolata, dal minuto 18:30 del video disponibile qui) «Gli animatori sono stati grati di aver vissuto questo incontro – ci commenta don Matteo Moda, responsabile della pastorale giovanile della Comunità pastorale Maria Madre Immacolata, con gli Oratori S. Grato di Bobbiate, S. Paolo VI di Avigno e S. Giovanni Bosco di Masnago – Anche chi è in ricerca, sente nel cuore dubbi e domande tipiche dell’adolescenza, non dimenticherà quell’invito a non sottovalutarsi mai, a mettere in gioco i propri talenti (secondo l’esercizio chiesto dall’Arcivescovo “provate a dire: quali sono i miei 5 talenti?” e a condividerli) e di avere a cuore la vocazione alla felicità. Fa parte di questi animatori il desiderio vero di mettersi in gioco, con spontaneità e gratuità, prendendo sul serio il loro servizio, che emerge in un tempo difficile. Sanno pensare, riflettere, e si mettono in ascolto: non ritenevo scontata questa loro matura disponibilità, in un momento particolare come quello vissuto, soprattutto per la loro età. Sottolineo anche la loro ricerca nella fede: sembra sempre un altro argomento, non facile da affrontare, ma torna e diventa oggetto di riflessione. La correzione fraterna diventa occasione per rilanciare anche questo tema. In più, oltre alle attività con i ragazzi durante le giornate, qui a Masnago abbiamo sentito la necessità di creare momenti e occasioni di svago e distensione, per stare semplicemente tra di loro, la sera o attraverso giochi e partite con la società sportiva dell’oratorio. L’idea di creare dei “mercoledì sera sportivi” diventa anche il pretesto per riallacciare anche quegli adolescenti che per la pandemia si sono allontanati e portano dentro di loro tante domande. Tutti i giorni ci lasciamo accompagnare dagli spunti dello strumento del “quaderno animatori”, che è stato oggetto di consegna insieme al mandato animatori nell’ultima domenica di maggio. Quest’anno anche l’aspetto giocoso diventa un’attività che aiuta la riflessione. La verifica, non solo organizzativa e pratica, di come procede l’esperienza, può diventare sorgente per la loro fede. In questo loro saper mettersi in gioco, e in questo passaggio graduale di testimone, vedo un segno della presenza di Cristo. La sera termino la giornata pieno di gioia perché ho avuto la possibilità di scoprire qualcosa di più di loro, e insieme di me, in questo accompagnamento e cammino insieme. È più di un Oratorio estivo, è una grazia!» Costruite l’amicizia che rende migliori «Per gli animatori tornare in oratorio significa anzitutto poter rendersi di nuovo conto che non sono soli ma hanno una missione che è prendersi cura di qualcuno – considera il seminarista Alessandroall’Oratorio S. Luigi di Cairate. Significa tornare a pensare in grande, dopo un tempo che li ha spinti a “navigare a vista”, senza scorgere grandi orizzonti. Come ogni nuovo inizio, non è semplice, perché si è affievolita, in parte, l’abitudine a stare in oratorio, e anche i piccoli risentono del tempo delle restrizioni. Agli animatori è chiesto di tornare ad ampliare lo sguardo, guardando oltre se stessi per riscoprire la bellezza del donarsi agli altri». Don Cristiano Carpanese, parroco e responsabile della Comunità pastorale S. Maria Assunta di Cairate, Bolladello e Peveranza, è rimasto sorpreso dalla disponibilità a lasciarsi coinvolgere e a mettersi in gioco degli animatori (molti sono dei primi anni delle superiori, all’Oratorio S. Luigi di Bolladello), nonostante la mancanza di esperienze particolari in presenza e la possibilità di vivere momenti insieme, a quell’età fondamentali. «Grazie ai cammini vissuti con serietà, nel percorso preadolescenti, alle esperienze della Professione di fede a Roma, e alla testimonianza che hanno ricevuto, molto dipende da come loro sono stati “animati”, in oratorio… siamo qua, e pian piano, insieme, chiediamo loro di fare un passo un più. Bisogna far crescere!» Tre parole sintetizzano quest’esperienza estiva con gli animatori al servizio dei ragazzi, per don Cesare Zuccato, parroco della Comunità pastorale Maria Madre della Speranza, con gli Oratori S. Giuseppe di Azzate e S. Giovanni Battista di Buguggiate. «Fiducia: ciò che riceviamo dagli adulti e che, dicendo di sì al Signore, offriamo ai ragazzi che ci sono affidati, che ci fa camminare e crescere. Testimonianza nel servizio: anche in mezzo a tante difficoltà e alla pandemia, emerge il coraggio di mettersi al servizio, soprattutto da parte degli animatori. Fraternità: imparare a costruire amicizie, a diventare complici… Nessuno ce la fa da solo nella vita. Così l’essere animatori è un’occasione per fare un servizio agli altri ma anche per creare relazioni vere che accompagneranno e aiuteranno nella vita». Confidatevi con Gesù Tre consigli l’Arcivescovo lascia agli animatori, nella sua visita agli oratori: «il primo è non sottovalutarsi mai»; «il secondo (riprende proprio la bellezza del costruire legami e amicizie vere) è “costruisci, cerca, offri l’amicizia che rende migliori”»… e, il terzo, «Confidati con Gesù: la preghiera alla vostra età non può essere semplicemente “dico le preghiere”. Confidati con Gesù quando sei lieto e quando sei triste, quando hai bisogno di una luce per capire che cosa devi fare, quando in casa c’è un problema, quando hai sbagliato qualcosa e provi vergogna di te stesso… confidati con Gesù». Consigli di cui gli animatori faranno tesoro, insieme alla Preghiera che l’Arcivescovo aveva scritto per loro “Come gli animatori pregano”. «Gesù, amico, fratello, maestro, Signore! …senza di te non possiamo fare nulla!» ma insieme a te, quel “poco” che siamo, diventerà “tanto”. Hurrà! Tratto dal sito https://www.chiesadimilano.it/pgfom/ L'omelia dell'Arcivescovo agli animatori Dunque io vorrei lasciarvi questi tre consigli, il primo è: non sottovalutarti mai! Il secondo è: costruisci, cerca, offri l’amicizia che rende migliori. Perché ci sono delle amicizie che rovinano, che convincono uno a fare il male che non vuole. Così se uno ti dice - Dai che andiamo a bere - anche se a me non piace l’amicizia può convincermi a fare il male che non voglio fare. Invece c’è un’amicizia che rende migliori: quando due, tre amici si dicono - Dai che facciamo una cosa nuova, una cosa meravigliosa, dai che facciamo uno spettacolo per far ridere i bambini, facciamo un concerto, un pellegrinaggio al Sacro Monte, una cosa così, quelle cose che rendono migliori. L’amicizia rende migliori: da solo uno si perde, si scoraggia. Se invece due o tre amici si appassionano a un’impresa l’impresa riesce. Ecco l’amicizia che rende migliori! E il terzo e ultimo consiglio che voglio darvi è questo: confidati con Gesù. La preghiera alla vostra età non può più essere semplicemente -Dico le preghiere. Ma questa non è una buona ragione per smettere di pregare: confidati con Gesù. Quando sei lieto, quando sei triste, quando hai bisogno di una luce per capire cosa devi fare, quando in casa c’è un problema, quando hai sbagliato qualcosa e provi vergogna di te stesso: confidati con Gesù! Ecco le tre cose che vi chiedo: non sottovalutatevi mai, costruite amicizie che rendono migliori, confidatevi con Gesù, Gesù vi ascolta. testo non riletto dall’autore Non so se sia vero, ma spesso mi dicono che un atteggiamento tipico degli adolescenti è quello di non piacersi, di non essere contenti di sé. Questa cosa di non essere contenti di sé, mettersi lì davanti allo specchio, la mattina o la sera , e dirsi “Ma che ragazzo insignificante sono! Non sono capace di fare niente, combino solo disastri, non riesco a corrispondere alle aspettative dei miei genitori o dei miei amici, non mi piaccio”. Ecco, io sono venuto a dirvi che questa è una malattia, non è vero!Non è vero che voi non siete capaci, che voi combinate solo disastri, che voi siete un problema, che voi non siete all’altezza delle aspettative dei genitori. No, io vi dico che non è vero, come questo tale che è andato dal Signore con cinque pani e dice “Che cosa sono questi cinque pani per cinquemila persone?Come faccio io?”. Eppure Gesù ha detto “Basta il poco per molti!”. Oggi sono venuto a dire a voi che, anche se non vi conosco uno a uno, ma il solo fatto che siete impegnati in questi giorni d’estate a tener vivi gli oratori, a organizzare, a stare attenti alle cautele da avere, alle mascherine; già solo il fatto che siete lì, per me vuol dire che voi non siete autorizzati a sottovalutarvi! Voi non siete perfetti, voi non avete tutte le doti possibili, ma quello che avete, questi cinque pani basteranno per i cinquemila. Quel poco che hai basterà, perché quello che rende preziosa la tua vita non sono le doti che hai, ma le ragioni per cui spendi le doti che hai. Quello che ci rende adatti alla vita non è essere intelligenti, mister simpatia, essere la più bella del paese, essere il più bravo della classe, essere… Non è questo che vi rende importanti e preziosi. Quello che vi rende importanti, belli, preziosi, è che voi siete capaci di amare, di voler bene. Non è che lo fate sempre: talvolta siete egoisti, vendicativi, invidiosi, come tutti noi, nessuno è perfetto, però siete capaci di amare. Ecco, questo son venuto a dirvi, non sottovalutatevi mai! Perciò vorrei darvi un compito. Questo numero 5 è interessante, perciò vorrei darvi 5 compiti come quel tale che ha dato i suoi doni e a uno ha dato 5 talenti, 5. E’ un numero qualsiasi, ma c’è scritto 5, Perciò vorrei chiedervi; stasera, prima di dormire, dite una preghiera e provatevi a dire: ma quali sono i miei 5 talenti? Che cos’è che io ho di prezioso, almeno cinque cose, 5; voi ne avete molti di più, presumo, ma i principali 5 talenti. Questo esercizio vorrei chiedervi di fare, non solo stasera, ma ogni tanto fermatevi e chiedetevi “Ma quali sono i miei 5 talenti?” Non vorrei darvi suggerimenti, ma voi sapete le cose per cui siete bravi, preziosi. Questi 5 talenti se li sotterrate non serviranno a nessuno, neanche a voi: ma come questi 5 pani, se vengono condivisi bastano per i 5000!
Facciamo presente un’opportunità nuova che è nata in occasione delle ferie. È cosa nota che la Comunità pastorale aveva organizzato per fine agosto un pellegrinaggio in Giordania e Terra santa. Per i motivi che ben possiamo comprendere tale pellegrinaggio si è dovuto spostare nel 2022 per potervi partecipare in assoluta sicurezza. In sostituzione di tale pellegrinaggio si sta provando ad organizzarne uno in Puglia dal 25 agosto al 1 settembre compresi. I primi giorni sono dedicati alla visita dei luoghi di don Tonino Bello a Molfetta, Andria e Castel del Monte, e di S. Padre Pio a S. Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo. Il resto della settimana invece è dedicata alla visita delle stupende città che conservano monumenti barocchi e alla puglia del periodo normanno (Alberobello, Lecce, Otranto)… per concludere poi a Gallipoli e Polignano a Mare per 2 giorni di relax. Ad oggi abbiamo ancora delle disponibilità di posti: se qualcuno fosse interessato a parteciparvi deve rivolgersi a don Giampietro (338.5844930) oppure alla Sig.ra Cinzia Vecchiatti, incaricata dal parroco per l’organizzazione del pellegrinaggio (347.7262260). I posti disponibili non sono molti e, per esigenze di aereo, dobbiamo concludere entro mercoledì 16 giugno. Programma: 25 agosto – 1 settembre 2021 1° giorno: 25 agosto VARESE / MOLFETTA / BARLETTA / ANDRIA (o dintorni) Ritrovo dei partecipanti a Varese e trasferimento in autopullmann all’aeroporto di Malpensa. Disbrigo delle formalità di imbarco e partenza con volo diretto per la Puglia. Arrivo all’aeroporto di Bari, incontro con la guida e partenza con bus privato per Molfetta. Visita di alcuni luoghi carichi della memoria di don Tonino Bello: la Cattedrale Nuova dedicata all’Assunta (terminata nel 1771), dove si trovano il pastorale e la mitra di Don Tonino, che è anche il luogo dove predicò ed operò e dove fu esposto l'ultima volta ai fedeli; il duomo vecchio di San Corrado dove si trova il crocifisso che ispirò Don Tonino con una bellissima lettera intitolata "Collocazione provvisoria" e nel cui atrio vescovile ha sede la postulazione del tribunale per la sua beatificazione. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio proseguimento per Barletta e visita guidata del centro storico dove si trovano monumenti di notevole valore artistico, tra cui spicca la Cattedrale dedicata a S. Maria Maggiore. Al termine sistemazione in hotel, cena e pernottamento. 2° giorno: 26 agosto ANDRIA / esc. TRANI e CASTEL DEL MONTE – FRANTOIO GALANTINO Prima colazione in hotel e partenza per Trani. Visita guidata del Duomo in stile romanico a strapiombo sul mare, Piazza Re Manfredi e Castello Svevo (esterno). Al termine trasferimento a Bisceglie al Frantoio Galantino e visita guidata nell’antico frantoio con le tradizionali macine in granito. Dopo aver assistito alle fasi di produzione e confezionamento verrà allestita una degustazione di bruschette e prodotti tipici pugliesi. Al termine della visita nell’elegante gazebo in ferro battuto sarà servito il pranzo preparato con pietanze tipiche pugliesi condite con gli oli dell'azienda. Nel pomeriggio visita guidata di Castel del Monte, famoso castello ottagonale dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità e tutelato dall’Unesco. Rientro in hotel per la cena e il pernottamento. 3° giorno: 27 agosto ANDRIA / esc. S. GIOVANNI ROTONDO e MONTE SANT’ANGELO Prima colazione in hotel e partenza per S. Giovanni Rotondo. Visita guidata ai luoghi di S. Padre Pio: la Chiesa Antica e la Chiesa Nuova, entrambe dedicate a Santa Maria delle Grazie, la Tomba, la Cella e il Crocifisso delle Stigmate. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio continuazione con la visita guidata a Monte S. Angelo, caratteristico paesino del Gargano affacciato sul Golfo di Manfredonia. Visita dell'antichissimo Santuario di S. Michele Arcangelo, meta medievale per pellegrini provenienti da tutta l’Europa. Al termine rientro in hotel per la cena e il pernottamento. 4° giorno: 28 agosto ANDRIA / ALBEROBELLO e OSTUNI / GALLIPOLI Prima colazione in hotel e partenza per la visita guidata del centro storico di Alberobello, cittadina unica al mondo per i suoi trulli, curiose casette circolari costruite interamente in pietra con i tetti dalla peculiare forma di cono, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio visita guidata di Ostuni. La “città bianca” offre suggestivi scorci panoramici e un centro storico guizzante di stradette, chiese e bottegucce. In posizione dominante sorge la Cattedrale dedicata all’Assunta. Al termine proseguimento verso la costa sud-occidentale pugliese. Sistemazione in hotel a Gallipoli, cena e pernottamento. 5° giorno: 29 agosto GALLIPOLI / esc. LECCE Prima colazione in hotel. Giornata dedicata alla visita guidata di Lecce, celebre città del Barocco detta anche la Firenze del Sud. Tra i numerosi monumenti della città vanno ricordati l’Anfiteatro romano, il Duomo, il Palazzo Vescovile e la Chiesa di Santa Croce. Pranzo in ristorante durante le visite. Al termine rientro in hotel, cena e pernottamento. 6° giorno: 30 agosto GALLIPOLI / esc. OTRANTO e MINICROCIERA Prima colazione in hotel e partenza per l’escursione ad Otranto, la città più orientale d’Italia. Nel centro storico si trovano la pregevole Cattedrale romanica in cui si conservano i resti dei martiri del 1480 e in cui è da ammirare uno dei mosaici pavimentali più estesi, la Chiesa bizantina di San Pietro e il Castello d’Alfonso d’Aragona Re di Napoli. Rientro in hotel per il pranzo. Nel pomeriggio minicrociera facoltativa in catamarano oppure tempo libero per attività balneari. Cena e pernottamento in hotel. 7° giorno: 31 agosto GALLIPOLI (MARE) Pensione completa in hotel. Intera giornata dedicata al relax tra spiaggia e mare. 8° giorno: 1 settembre GALLIPOLI / POLIGNANO A MARE / BARI / MILANO Prima colazione in hotel e partenza verso Polignano a Mare, conosciuta come la “Perla dell’Adriatico grazie al mare cristallino. Il borgo medievale, arroccato sulla costa alta e frastagliata, è costituito da un susseguirsi di vicoletti, dalle tipiche case bianche e dalle logge a strapiombo sul mare. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio proseguimento per Bari e visita guidata del capoluogo, dalle origini molto antiche. La città è formata da due, o forse tre, città diverse. Alla città vecchia, serrata e compatta tra vicoli tortuosi, si contrappone la nuova, che si è sviluppata nel XIX secolo su una pianta regolare a vie rettilinee. Al termine trasferimento all’aeroporto di Bari in tempo utile per le operazioni d’imbarco sul volo di rientro. Arrivo a Milano Malpensa e trasferimento in autobus a Varese. QUOTA DI PARTECIPAZIONE -> € 1.300 euro (min. 40 persone) Volo aereo Easy Jet Malpensa/Bari/Malpensa con bag. 23Kg (da riconfermare) -> € 220 circa € 210 supplemento camera singola Le quote comprendono: Trasferimento da/per l'aeroporto di Milano in autopullman Sistemazione in hotels 3-4 stelle in camere doppie con servizi privati (3 notti in zona Andria e 4 notti a Gallipoli) Trattamento di pensione completa dal pranzo del primo giorno al pranzo dell'ultimo giorno Pasti con menù a 4 portate Bevande ai pasti (1/4 vino e 1/2 minerale a persona) Pranzo in frantoio con degustazion Cena folcloristica in hotel a Gallipoli il 30/8 Tour come da programma con pullman GT Guida locale per tutto il tour Ingressi per le visite: Castel del Monte, Duomo Cripta Basilica di S. Croce e Chiesa di S. Chiara a Lecce Auricolari per tutto il tour Omaggio agenzia ad ogni partecipante Assicurazione viaggio e annullamento Comprensiva delle seguenti condizioni: Viaggio: illimitato Spese Mediche: massimale eur 30.000,00 (mondo) – eur 7.500 (europa) – eur 1.000 (Italia) Diaria di ricovero in caso di infezione Covid:eur 100,00 al giorno dal 5° giorno per un massimo di 10 giorni Spese per Interruzione del viaggio a seguito quarantena: max eur 100 al giorno per 14 giorni Bagaglio:massimale eur. 750,00 Annullamento viaggio: rimborso con franchigia del 20%, (esente di franchigia in caso di ricovero o decesso o infezione covid) Le quote non comprendono: Tasse di soggiorno a Gallipoli (€ 2,00 per persona a notte da pagare direttamente in hotel) mance, extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce "le quote comprendono" Minicrociera in catamarano con aperitivo a bordo (€ 30,00) ** Se si scegli di fare la minicrociera gli orari di partenza sono: ore 9.00 al mattino oppure ore 16.00 al pomeriggio (rientro in hotel alle 20.15/20.30 circa). La minicrociera in catamarano ha inizio dallo Scalo di Alaggio di Porto Cesareo, dal quale salpa l’imbarcazione: la prima isola del tour in barca si fa notare per la sua folta vegetazione di pini e acacie ed è chiamata Isola Grande, meglio nota come Isola dei Conigli, in quanto in passato dimora di centinaia di conigli selvatici ed ora in fase di ripopolamento faunistico. Una volta circumnavigata, si procede verso nord, risalendo il golfo di Taranto, lungo lo stupendo litorale ionico, ricco di insenature naturali disegnate dal mare nei secoli e di spiagge bianchissime dalle quali svettano delle stupende dune dorate. La Torre della Chianca, di fronte alla quale affiora una piccola isola, risale al 1570 ed è lambita da un’insenatura naturale, in antichità porto romano. Qui faremo la prima sosta bagno dove sarà possibile praticare snorkeling. Quindi costeggeremo l’Isola della Malva, ubicata di fronte alla Torre della Chianca, presso il Bacino Gran - de Il nostro viaggio prosegue verso nord in direzione di Torre La - pillo, occasione per costeggiare le più belle spiagge salentine, fino ad arrivare ai piedi della Torre di Lapillo, dove faremo un’ulteriore sosta bagno L’ultima tappa prevede una sosta bagno presso l’Isola della Malva, i cui fondali poco profondi consentono di fare il bagno anche ai più piccoli. L’isola è totalmente selvaggia e distingue due litorali differenti: il litorale esposto alle spiagge, sabbioso anch’esso, è facilmente raggiungibile dalla costa antistante; il litorale che si rivolge al mare aperto, è invece frastagliato da scogliera bassa, solitamente popolata da gabbiani soprattutto come rifugio notturno. Durante la sosta, lo staff preparerà un aperitivo a base di frisa leccese al pomodoro, taralli alle olive nere, frutta fresca locale, vini da vitigni autoctoni e bevande varie e illimitate. Si tornerà quindi sulla terra ferma.
Tradizionalmente, alla fine del mese di giugno, con la festa dei Ss. Pietro e Paolo, a Calcinate del Pesce si tiene la BENEDIZIONE DEL LAGO. Da quando nel 1908 fu costituita la "Società Anonima Cooperativa Pescatori del Lago di Varese" per volontà dei soci fu scelto un patrono per tale attività: chi altri poteva essere se non colui al quale Gesù aveva chiesto di lasciare le sue reti sul Lago di Tiberiade e seguirlo per diventare pescatore di uomini? Ecco l'origine di questa festa tradizionale che comprende il rito della benedizione del lago, fino a qualche anno fa fonte di sostentamento per molte famiglie del paese. Attualmente la Cooperativa non esiste più ma la tradizione vuole che si ripeta il gesto della benedizione delle acque e l'invocazione al Santo protettore. È vero che, purtroppo,le acque del lago non sono più pescose come negli anni passati e il persico e le alborelle così rinomati e ricercati di un tempo quasi sono praticamente scomparsi a causa dell'inquinamento, dello scarso funzionamento del depuratore, della presenza di specie alloctone (il Siluro, in particolare) ma l'amore dei calcinatesi per il lago resta invariato. Se non altro, la mole del Monte Rosa che si riflette nelle acque del lago, dona visione di bellezza e serenità a questo luogo. Normalmente la benedizione del lago si nuove dal pontile di casa Bombaglio fino alla piccola darsena di casa Giorgetti, sul cui prato viene posto un altarino atto ad ospitare la reliquia di S. Pietro, dopo che è stata trasportata sul lago grazie alla chiatta messa sempre generosamente a disposizione dalla Società Canottieri della Schiranna e accompagnata da un piccolo seguito di barche private. Non essendo possibile fare le processioni, ci si reca prontamente in Chiesa per la S. Messa solenne conclusiva. Ci si potrebbe domandare che senso ha mantenere questa tradizione, visto che non c'è più la Cooperativa e quasi sono spariti anche i pesci. Questo rito si mantiene per il fatto che a Calcinate S. Pietro resta il compatrono del borgo e la sua figura viene mantenuta come normativa della nostra fede. Credo che in ciascuno di noi riviva tutta la fatica del credere come fu per S. Pietro: anche noi alterniamo momenti di forte adesione al Signore Gesù e momenti di tradimento nei suoi confronti. Ci sono tempi nei quali gli diciamo: "Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio" e altri in cui il Signore ci vorrebbe allontanare perché non abbiamo compreso il progetto di salvezza da Lui voluto "Vattene! Tu sei un satana per me". Altre volte quasi non vogliamo riconoscerlo di fronte agli altri: "Io non conosco quell'uomo" e, a volte, gli diciamo di essere disposti a morire con Lui. C'è il momento del tradimento e quello delle lacrime amare del pentimento, ma la speranza di restare sempre con Lui non cessa mai di rianimare al fede. Soprattutto resta la bellezza dell'incontro nell'Eucaristia che rianima la nostra adesione al Signore e rinfranca la debole fede. E qui possiamo ritornare sul Lago di Tiberiade e, idealmente, posizionarci in quel luogo che ancora oggi è chiamato "Mensa Christi", quando Gesù, apparendo sulla riva del lago a degli sconfortati Apostoli che volevano quasi ritornare alla vita di prima (Pietro dice: "Io vado a pescare"), li invita a portare il frutto di un pesca miracolosa e prepara per loro una cena di piena comunione. Qui a Pietro Gesù chiede per due volte se gli vuole bene e alla risposta affermativa di Pietro, per una terza volta, cambia la sua richiesta: "Pietro vuoi essere mio AMICO"? Come a cambiargli ancora il nome: non più soltanto pietra di fondamento della sua chiesa ma amico del Signore. È quanto possiamo augurarci che S. Pietro pescatore operi nel cuore di ogni calcinatese: diventare sempre di più amici del Signore. Quest'anno, per esigenze del calendario pastorale, la benedizione del lago si terrà il VENERDI' 9 LUGLIO e sarà seguita dalla consueta celebrazione della S. Messa. La sera di Sabato 10 e domenica 11 si terrà la consueta Sagra del pesce nel rispetto delle vigenti norme anticovid. Don Felice
La chiesa di Avigno compie 60 anni e a celebrare l’importante anniversario sarà l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini con una fitto programma di appuntamenti giovedì 24 giugno, a partire dalla visita agli oratori estivi che quest’anno, nonostante restrizioni e difficoltà legate alla pandemia, accolgono 350 ragazzi con tante attività e specifici progetti di inclusione. LA SFIDA DEGLI ORATORI ESTIVI Bim bum bam, Hurrà! Questo è il grido che negli oratori della diocesi di Milano sta risuonando in questa estate 2021. Un grido che risuona anche negli oratori della Comunità Pastorale Maria Madre Immacolata di Varese, la più estesa delle comunità pastorali in Varese, comprendente le otto parrocchie di Avigno, Bobbiate, Calcinate del Pesce, Capolago, Cartabbia, Lissago, Masnago e Velate. “Abbiamo attivato in questo anno quattro oratori per sei settimana, dal 10 giugno al 23 luglio” afferma don Matteo Moda, responsabile della Pastorale Giovanile della Comunità Pastorale.“In tre oratori abbiamo attivato una proposta di giornata intera, con il servizio pranzo preparato con professionalità dall’Istituto De Filippi di Varese.” “Non è stato facile – continua don Matteo – perché la richiesta è stata alta e purtroppo non siamo riusciti ad accontentare tutti a causa delle limitazioni delle capienze, dettate dalle norme sul covid, ma ad oggi i nostri quattro oratori accolgono 350 ragazzi tra minori e animatori”. Quattro sono gli oratori coinvolti nella proposta: Avigno per i ragazzi delle medie di Avigno, Masnago, Velate; Masnago per i ragazzi delle elementari di Avigno, Masnago e Velate; Bobbiate per i ragazzi delle elementari delle parrocchie del lago, Calcinate per i ragazzi delle medie delle parrocchie del lago. L’IMPEGNO DI TUTTA LA COMUNITA’ “Molto importante è stato il lavorare insieme tra preti e suore della Comunità, ma anche con gli educatori professionali delle cooperative Pepita e Intrecci che abbiamo coinvolto in questa esperienza”, afferma il don. “Questo nostro lavorare insieme è stato un invito a credere, soprattutto agli adulti, alla bellezza di camminare insieme, soprattutto per i ragazzi. Diversi adulti anche in questo anno ci stanno aiutando, il volontariato si diversifica tra chi segue i gruppi dei ragazzi con gli animatori, a chi aiuta nelle pulizie degli spazi, a chi svolge il servizio mensa o bar: un concerto e una sinfonia di talenti”. Un concerto che però riguarda anche altri enti e istituzioni. “Molti ci hanno sostenuto e ci stanno sostenendo! Il Comune di Varese ci ha concesso l’utilizzo del campo in via Duse per dare uno spazio verde ai ragazzi di Bobbiate, diverse aziende del territorio e benefattori ci hanno sostenuto, anche con la donazione di materiali necessari per lo svolgimento delle attività, la comunità stessa si è impegnata in una raccolta fondi straordinaria lo scorso maggio. E infine, ma non per ultima, la Fondazione comunitaria del Varesotto ha sostenuto ancora una volta i nostri progetti”. PROGETTI D’INCLUSIONE: L’ORATORIO E’ PER TUTTI Progetti che vanno ben oltre la semplice animazione. “I nostri oratori da qualche anno, in una sinergia con gli oratori della città e con la supervisione della cooperativa Intrecci, accolgono diversi ragazzi con disabilità, creando appositi progetti di inclusione e affiancando a loro diverse figure professionali”. “E’ una ricchezza della nostra comunità, che non dovrebbe mai mancare negli oratori, perché tutti si devono sentire a casa e non impediti a partecipare a una proposta perché disabile. La disabilità con tutte le sue complessità deve diventare invece una ricchezza per crescere nell’umano, ed è quello che cerchiamo di vivere nel nostro piccolo qui, in uno stile evangelico” afferma don Matteo. L’ARCIVESCOVO CELEBRA I 60 ANNI DELLA CHIESA DI AVIGNO Uno stile della comunità in un anno significativo per una delle sue parrocchie. Quest’anno ricorrono i 60 anni della posa della prima pietra della Chiesa di Avigno. “Una comunità giovane che però ha voluto festeggiare questo anniversario significativo con diverse pubblicazioni curate da don Francesco Corti, vicario parrocchiale residente ad Avigno, e diversi momenti di festa incoraggiati dal parroco don Giampietro Corbetta e sostenuti dal gruppo “Avignofest” responsabile delle feste nella comunità parrocchiale”. “Il momento più significativo sarà giovedì 24 giugno, quando nella nostra comunità accoglieremo l’Arcivescovo di Milano, Mario Delpini – afferma con soddisfazione don Matteo – Sarà una visita molto intensa! L’arcivescovo visiterà i ragazzi degli oratori estivi di Bobbiate alle 17.30 e alle 18 circa quelli di Masnago e di Avigno a Masnago. Alle ore 18.30 in chiesa l’Arcivescovo vivrà un momento di preghiera con tutti gli animatori della città di Varese: sarà una nuova occasione per sentirci parte di una chiesa più grande, oltre la nostra città”. La presenza dell’Arcivescovo troverà il momento culmine nella messa delle ore 20.30 ad Avigno “dove la comunità parrocchiale ricorderà questo anniversario significativo, incitandoci veramente ad essere una comunità che è viva, di pietre vive, una comunità che conservi nella sua fede un cuore giovane”. Ed è l’augurio che don Matteo fa ai ragazzi e ai giovani: “Scoprirsi sempre giovani, capaci di custodire un sogno che va oltre ogni limite e ogni impedimento. Allora il nostro Hurrà custodirà un significato più alto e più grande: il sogno di un vita sempre viva, sempre giovane!” Varese News https://www.varesenews.it/2021/06/larcivescovo-delpini-varese-60-anni-della-chiesa-avigno/1353763/
Avete mai provato a “truccarvi”? Sì, intendo dire proprio di “mettervi il trucco”! Io l’ho fatto solo in occasione di un teatro in cui dovevo interpretare un clown. È stata un’esperienza traumatica per me … non tanto il truccarmi, quanto piuttosto togliermelo a fine recitazione. Perché sono ricorso a questa immagine? Dovendo presentare la festa patronale di Masnago con l’inizio del Palio delle contrade, che avrà poi il suo sviluppo e clou a settembre, desidero sottolineare il modo particolare dei santi Pietro e Paolo di essere stati colonne della chiesa “senza trucco”, suggellando con il proprio sangue la testimonianza resa a Cristo con la predicazione e il servizio alla nascente comunità cristiana. Entrambi, con le loro vicende personali ed ecclesiali, dimostrano e dicono a noi, oggi, che il Signore è sempre al nostro fianco, cammina con noi, non ci abbandona mai. Smettiamola di imbrattarci di “trucco”… dopo un anno e mezzo come siamo stati costretti a viverlo, ritorniamo ad essere veramente noi stessi. In questo 2021 il Palio delle contrade di Masnago vuole aiutarci a mettere a fuoco il tema della speranza cristiana. Cosa possiamo ricevere da queste due colonne della Chiesa riguardo la speranza? Da Pietro e Paolo impariamo che la speranzanon è ottimismo, la speranzanon è la convinzione che ciò che stiamo facendo avrà successo. La speranza è la certezza che ciò che stiamo facendo ha un significato . Che abbia successo o meno. Chi spera cammina, non fugge ! E noi siamo stanchi di nasconderci davanti al male che ci ha portato via ciò che di più bello possediamo come uomini: la profezia della relazione. La speranza si incarna nella storia! Costruisce il futuro, non lo attende soltanto ! Quest’estate deve gettare le basi perché ho voglia di ritrovare la comunità cristiana che stavo imparando ad apprezzare prima che tutto si bloccasse. Ho tanta nostalgia del bello che siete tutti voi! La speranza ha la grinta del lottatore , non la rassegnazione di chi disarma! Pietro e Paolo ci insegnano a lottare sempre, senza mai retrocedere di un centimetro in quello in cui si crede veramente. Vorrei ritrovare una comunità cristiana che abbatte ogni paura e affronta il domani con la tenacia di lasciare un’impronta profonda, che sappia urlare senza equivoci: “noi ci siamo”. La speranza ha la passione del veggente , non l'aria avvilita di chi si lascia andare. Questo inizio del Palio di Masnago ci aiuti non semplicemente a guardare avanti, ma in maniera più ambiziosa a “sognare avanti”, quasi a ricordarci che la speranzanon è un sogno, ma un modo per tradurre i sogni in realtà. La speranza cambia la storia, non la subisce ! … proprio come hanno fatto i nostri santi Pietro e Paolo… e noi viviamo questa festa per iniziare a cambiare la nostra storia di Chiesa. E allora… sotto la guida della speranza iniziamo la festa! E che sia indicazione di festa per tutte le parrocchie della Comunità Pastorale. Prendiamo a prestito lo slogan del Palio 2021 “ Respiriamo aria di speranza ”, perché sappia spazzare tutte le divisioni interne alle singole comunità, sappia stimolarci a mettere il bene comune al di sopra dell’interesse personale, ci spinga ad una maggiore attenzione all’altro, semplicemente perché è un fratello che cammina con me e non ha bisogno di essere “del mio giro”, ci sproni ad essere autentici, perché il “trucco” abbellisce ma non dice chi siamo! Diceva don Tonino Bello: “la fede ci fa essere credenti, la speranza ci fa essere credibili, la carità che ci fa essere creduti”. … e noi abbiamo tanta voglia di mostrarci uomini credenti, per risultare cristiani credibili e presentarci come Chiesa creduta. Don Giampietro
Già, ma che cos’è? È la terra fantastica del sogno della MA.M.I (MAria Madre Immacolata) cioè della nostra Comunità Pastorale. Quale sogno? Quello che splende nella gioia dei bambini che si incontrano e giocano liberamente insieme, la felicità di legare amicizie senza barriere e differenze. Mamilandia è un’esperienza estiva cominciata otto anni fa a Lissago per offrire un luogo d’incontro per le mamme (nonne, zie, …) dei nostri bambini più piccoli (da 0 a 6 anni) che, terminata la scuola materna, desiderano trovare uno spazio comunitario dove far giocare i loro figli e incontrarsi tra di loro scambiando 4 chiacchere e condividendo le esperienze. È stato bellissimo in questi anni ritrovarsi insieme, sono nati dei legami “speciali” nell’integrazione delle differenze dove ognuno (dai piccoli ai grandi) ha potuto partecipare qualcosa di suo all’altro e ricevere in cambio l’altrui bellezza. Il dono reciproco è il segreto dell’essere felici a Mamilandia: senza barriere sociali, culturali, etniche, religiose, economiche… ciascuno protagonista della gioia dell’altro. Non ci credete? Provare per credere: non costa nulla! Quest’anno c’è qualche piccolo cambiamento tecnico che però certamente non intaccherà lo spirito dell’iniziativa. Non ci troveremo più a Lissago (inagibile per via di lavori di ristrutturazione) ma all’oratorio di Capolago (via del Gaggio 2) che è un luogo altrettanto bello e sicuro. Ci sarà forse qualche problema in più di trasporto che però potrà essere risolto con un po’ di disponibilità reciproca. Non ci saranno invece problemi di parcheggio visto che il comune mette a disposizione il parcheggio della scuola elementare di fronte all’oratorio. Avremo qualche attenzione in più rispetto alla sanificazione e vi inviteremo a firmare la vostra presenza giornaliera all’ingresso e quant’altro potrà servire per vivere in sicurezza i nostri pomeriggi: ci aiuteremo insieme ad essere vigilanti sulla salute di tutti. Trovate sul volantino tutto quello che può interessare a chi desidera partecipare: la vostra presenza sarà una gioia per noi… anche per un giorno solo, anche per un’ora sola. In tutta libertà venite quando volete, quando potete INSIEME È PIÙ BELLO! Suor Maura e gli amici di Mamilandia